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Archive for the ‘eventi armadillici’ Category

Da venerdì 7 marzo a mercoledì 30 aprile, al Bar Camaleonte (ex Bar Sport) di Melide (Piazza Domenico Fontana 11), saranno esposte alcune foto scattate da Simona Ponzone nella sua esperienza di volontariato per Inter-Agire in Nicaragua.

Sono foto che evocano molto … Nicaragua. Simona mi ha chiesto di scrivere le didascalie: ho lasciato che le immagini pescassero nei miei ricordi e … nella mostra troverete quindi questi due punti di vista che si intrecciano.
Locandina Vernissage

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Ho appena finito di scrivere il bollettino sul progetto di Sud-Nord. Siamo bombardati ogni giorno da informazioni e da mille stimoli che quasi non c’è tempo per gli approfondimenti. Conscio di questo e anche del pressoché impossibile compito di riassumere tutti i risvolti del Sud-Nord in poche pagine, ho optato per molte foto e relativamente poche parole.

Approfitto del blog che per me a volte ha anche la funzione di stiva. O di soffitta dove accumulare un po’ di cose. Soffitta aperta, dove tutti potete venire a rovistare e magari, fra le ragnatele, trovare proprio quella vecchia o nuova idea che stavate cercando. Approfitto, dicevo, del blog per dare voce ad Aldo e alle sue considerazioni sul mese che ha passato in Svizzera.

Aspettative dell’intercambio

Dalla pianificazione la mia principale aspettativa era di conoscere uno dei Paesi più ricchi del mondo e luoghi o regioni geografiche svizzere conosciute a livello internazionale.

Anche vivere più da vicino Inter-Agire mi interessava, in quanto, nel tempo che abbiamo lavorato insieme con Giuseppe in Nicaragua, ho avuto alcune informazioni sull’organizzazione, ma vi erano ancora molti aspetti che mi sfuggivano.

Onestamente per quanto riguarda le persone che avrei incontrato non mi ero immaginato molto, per esempio non avevo previsto di conoscere gli altri volontari o le persone che appoggiano l’organizzazione per far sì che le missioni si realizzino.

Infine avevo una curiosità per il cibo: in particolare la famosa cucina italiana, speravo di riuscire a carpirne qualche segreto!

Prime impressioni

La prima settimana è stata abbastanza confusa: capire come funzionavano anche le cose più semplici mi creava una serie di interrogativi. Per esempio: come prendere un bus? Perché non si vedono poliziotti per strada? Perché attraversare la frontiera è così facile? Come controllano se hai pagato il biglietto sul bus? Esiste la delinquenza in Svizzera? Eccetera, eccetera.

La cosa che più mi ha impressionato è lo stato e la quantità delle risorse naturali, il fatto di essere riusciti a sviluppare città moderne circondate da tanto verde, a conservare la natura invece di distruggerla. Questo contrasto modernità-rispetto per l’ambiente è una delle cose che mi rimarrà dell’esperienza di Sud-Nord, visto che, al contrario, in Nicaragua lo sviluppo urbano normalmente è sinonimo di distruzione delle risorse naturali.

Visite realizzate

Tutte le visite sono state molto interessanti e mi hanno dato nuovi conoscimenti, principalmente per ciò che riguarda il controllo di qualità nella trasformazione dei prodotti.

Una visita che mi ha colpito in particolare è stata quella ad Amisi, un’associazione che si dedica al micro-credito in Ticino. Nonostante sia durata solo un paio d’ore, nelle quali ci permisero di assistere alle interviste di due candidati al credito, questa visita è servita a cambiare la mia percezione sui beneficiari del micro-credito nel mio lavoro quotidiano: Amisi tratta con multa cura la valutazione della persona, delle sue capacità e attitudini, e solo in un secondo tempo viene il progetto imprenditoriale. Sento che questo elemento, già esistente, possa e debba essere ripreso con più forza nel nostro Programma di credito.

Inter-Agire

Aver partecipato nei due giorni di formazione per i futuri volontari a Faido è la miglior esperienza che ho dell’intercambio, in quanto ha modificato radicalmente la percezione che avevo dei volontari svizzeri in Nicaragua.

Ho conosciuto meglio Inter-Agire ma soprattutto il grande sforzo di molte persone che rendono possibile l’arrivo dei cooperanti nel nostro Paese.

Apprezzo e rispetto molto i volontari che hanno preso la decisione di collaborare con organizzazioni presenti nei Paesi poveri, l’associazione che li seleziona, prepara e invia, e i famigliari e amici che appoggiano questa decisione, sia economicamente, sia emotivamente, nel periodo che il volontario passa fuori dalla Svizzera.

Presentazioni pubbliche dell’esperienza di volontariato di Giuseppe

È stata un’esperienza molto buona: parlare della realtà del settore rurale nicaraguense dal punto di vista degli svizzeri è stato qualcosa di nuovo. Aspetti e situazioni che per me sono normalissimi diventavano straordinari e difficili da immaginare per chi assisteva alle serate.

In secondo luogo, capire la percezione che ha la società svizzera sul tema della cooperazione verso i Paesi del Sud è stato importante. Per la maggioranza delle persone che ho incontrato è una questione di umanità e capiscono veramente l’impatto che può avere un cooperante nelle organizzazioni controparti.

Cosa ho imparato

La natura è la società moderna possono coesistere in armonia, questo è uno dei principali insegnamenti che mi porto in Nicaragua. Mi rendo conto però che per arrivare a questo il livello di coscienza ambientale nella società deve essere molto alto: capire che si può godere della natura (ammirare i paesaggi, cacciare, pescare, raccogliere i funghi o le bacche), in modo sostenibile e razionale, senza distruggerla, probabilmente è ancora un’utopia per molti popoli latino-americani.

Il volontariato promosso da Inter-Agire è sviluppato da persone impegnate sui temi sociali e sui temi ambientali. Vi sono caratteristiche e valori condivisi da tutti quali la solidarietà, il rispetto, l’onestà. Sono valori che ora vedo da un altro punto di vista e sento di essere cresciuto come persona dopo quest’esperienza.

Sinistra o destra, capitalismo o socialismo, ora penso che indipendentemente dal sistema socio-politico nel quale viviamo, ciò che veramente conta è la volontà di cooperare e aiutare gli altri a superarsi. Impegnarsi in cause che non facciano distinzioni politiche, religiosi o razziali. Approfittare del sistema in cui viviamo per aiutare gli altri.

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il link vi porta alla registrazione dell’intevista andata in onda lunedì 1. ottobre alle 19:
http://www.radioticino.com/podcast_popup.asp?podcast=508016

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Seguendo il link http://www.rsi.ch/podcast/player/player.cfm?quanti=12&can=ReteTre/Check-in&tit=Check-in

o andando sul sito dei podcast di rete 3 http://www.rsi.ch/podcast/welcome.cfm?r=tre, cercando la trasmissione check-in (valigia bianca su sfondo rosso), fare “ascolta” e scegliere “Cooperazione 2”

potrete ascoltare un’intervista che mi è stata fatta e che è andata in onda venerdì 20 settembre.

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Interrompo brevemente i racconti di viaggio, dopo il Salvador passeremo al Guatemala, per annunciare (e dedicarmi a) l’intercambio Sud-Nord che abbiamo organizzato con Inter-Agire:

dal 24 settembre al 21 ottobre Aldo Marquez, la mia controparte nicaraguense, visiterà la Svizzera, abbiamo preparato un programma intenso per fare in modo che questa esperienza possa arricchirlo sia professionalmente sia umanamente:

Aldo avrà l’occasione di conoscere meglio Inter-Agire e la cooperazione svizzera, ma anche di visitare delle produzioni biologiche, una fabbrica di cioccolato, uno stabilimento di torrefazione del caffè, una fabbrica industriale, di fare il formaggio, forse di vendemmiare … di conoscere il Ticino, parte della Svizzera tedesca, le Alpi … e tanto altro

ma anche di condividere la sua esperienza e le sue sensazioni accompagnandomi in tre serate pubbliche alle quali vi invito, in cui si parlerà del lavoro di ADDAC, con tutti i temi a esso connesso: agricoltura biologica, commercio equo, micro-credito, cooperativismo, eccetera, e del mio volontariato presso quest’istituzione. Segnatevi le date:

MARTEDÌ 1 OTTOBRE ORE 20:15 SALA LA TORRE, LOSONE

MERCOLEDÌ 9 OTTOBRE ORE 20:00 SALA COMUNALE DI TENERO

MARTEDÌ 15 OTTOBRE ORE 19:00 SALA DELLA CROCE ROSSA LUGANESE, VIA CAMPAGNA 9, LUGANO

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No, non siete finiti sul sito di una qualche trasmissione di un qualche Angela … semplicemente prima di rituffarmi virtualmente nel mondo nica (fisicamente mi ci sono rituffato necessariamente da piú di due settimane), archivio gli scampoli di un paio di eventi informativi di cui sono stato protagonista nel mio passaggio in Svizzera, nel mio passaggio a nord-est … appunto.

Innanzitutto qualche foto della serata del 5 ottobre 2011 al centro Integrazione per tutti di Besso: una serata che mi ha riempito di soddisfazione per il numero, la composizione, il livello di attenzione di chi mi ha fatto l’amicizia di venire (seguire il link per le foto):

http://www.kizoa.it/slideshow/d2029431k4827339o1/presentazione-armadillo-051011

Poi siccome non sono riuscito a caricare direttamente sul sito la registrazione riporto la trascrizione dell’intervista passata in diretta sulla Rete 2 della RSI, nella trasmissione Il Punto, il 7 ottobre 2011. Per chi ci tenesse ad ascoltare la mia voce in versione telefono erotico ed i miei acrobatici tentennamenti da diretta posso sempre spedirvi per mail il file mp3.

Lina Simoneschi: Siamo al nostro approfondimento del pomeriggio e siamo collegati con Giuseppe Aieta che saluto subito …

Giuseppe Aieta: Buongiorno.

Buongiorno, lei é economista impegnato da due anni in Nicaragua come volontario in aiuto di un’associazione nicaraguense di sviluppo rurale, ed é stato a Lugano mercoledí a raccontare questa sua esperienza di volontariato. Durante questo incontro telefonico vorremmo saperne qualcosa di piú anche noi. Innanzitutto lei ha adottato la formula di volontariato con Inter-Agire …

Sí esatto, Inter-Agire é un’associazione ticinese che seleziona profili di professionisti, di persone che hanno un’esperienza lavorativa, oppure di studenti appena usciti dall’universitá peró con competenze specifiche, che hanno interesse a fare un’esperienza nel Sud del mondo, in particolare in America Latina. Da un lato quindi ci sono queste persone interessate a questo tipo di esperienza, dall’altro una rete di organizzazioni non governative dei Paesi del Sud che hanno delle esigenze professionali specifiche che sul posto non si trovano o si trovano difficilmente, e quindi si crea questo collegamento e noi andiamo a rafforzare queste realtá locali.

E quindi lei é andato con Inter-Agire come economista per questo progetto di aiuto dello sviluppo rurale, un progetto che sostanzialmente si propone anche di aiutare, di dar credito all’agricoltura dove le banche non arrivano. Ci racconti questo progetto che lei sta seguendo da due anni giusto?

Sono due anni che sono in Nicaragua, sono a Matagalpa, una cittá del Nord del Paese, e rimarró ancora un anno. Normalmente queste esperienze durano al massimo tre anni perché l’idea di fondo e di passare le nostre competenze a una persona in particolare e in generale all’associazione che andiamo ad appoggiare giú: tre anni dovrebbero essere sufficienti per garantire che le nostre conoscenze sono passate e che quindi questa competenza é appropriata.

E sta succedendo cosí?

Sí, io sono abbastanza soddisfatto, devo dire che ho avuto anche molta fortuna perché l’associazione in cui lavoro é veramente una buona associazione …

Come si chiama l’associazione in Nicaragua?

Si chiama ADDAC, associazione per lo sviluppo rurale e comunale …

Perché appunto lei sta aiutando, lei e la sua associazione con il suo lavoro di volontariato, dei contadini, ben tremila famiglie che non hanno i requisiti per avere i crediti “ufficiali”, insomma quelli delle banche …

Sí, l’associazione ha vent’anni di esperienza, sono partiti con poche famiglie poi la cosa é andata crescendo: sono partiti in particolare sugli aspetti piú produttivi (le competenze che piú si trovano nell’associazione sono persone che hanno studiato agronomia) e quindi avevano iniziato con il miglioramento delle produzioni e tentare di far passare il discorso dell’agricoltura biologica giá fin dall’origine dell’associazione. Poi automaticamente, man mano, crescendo, e rendendosi conto che lo sviluppo non é solo produzione ma anche associazione, unitá fra le persone, sviluppo dei diritti umani, eccetera, man mano si sono integrati vari altri elementi: non solo la produzione, non solo gli aspetti tecnici, ma anche gli aspetti di commercializzazione, di associativismo, si sono create delle cooperative, e, in questa evoluzione, a un certo punto ci si é resi conto che molti di questi micro-imprenditori avevano necessitá di credito, cosa che difficilmente riuscivano ad ottenere dal sistema finanziario tradizionale che non si fidava delle poche garanzie.

Ecco, concretamente ci faccia un esempio di un caso, di una famiglia, di un piccolo imprenditore, di un piccolo contadino che siete riusciti ad aiutare tramite questo sistema di microcredito alternativo … fuori dal sistema ufficiale … Non so come lo definiate voi …

Sí, sí, possiamo parlare di “alternativo” … di finanza alternativa … mah, gli esempi sono molti, sono centinaia in realtà …

… l’ultimo, o uno che le sembra rappresentativo anche per i nostri ascoltatori qui della radio svizzera

… in particolare io non tratto direttamente con i produttori, nel senso che il mio ruolo é piú di formazione sia dei promotori di credito, che sono dei ragazzi che hanno il contatto diretto, che non hanno una formazione specifica in credito e quindi hanno delle grosse lacune, e questo a volte puó portare ad avere dei problemi sia a livello della concessione del credito sia poi del recupero del credito, del seguimento che possiamo dare a queste famiglie, quindi io mi concentro in particolare sulla formazione di questi sei ragazzi …

Che resteranno sul posto, giusto? Questo é importante …

Certo, questi sono tutti ragazzi nicaraguensi

Non formati nel senso che non hanno nessuna nozione di economia

Non hanno nozioni di economia, a volte vengono da altri lavori, da altre esperienze … fa un po’ parte della forma in cui l’associazione promuove i suoi lavoratori, ad esempio abbiamo un paio che erano autisti e che sono passati a fare i promotori, quindi questo … da un certo punto di vista io lo trovo molto positivo, perché é una possibilitá per loro di svilupparsi, é ovvio che nella nostra concezione occidentale di superspecializzazione delle persone a volte puó lasciare perplessi dire stiamo gestendo una cosa delicata come il credito con persone che non sono ancora formate a questo.

Sí, é impensabile quasi … é molto difficile diciamo …

Beh, alla fine devo dire che in qualche modo la cosa funziona anche perché non é solo una questione economica.

Appunto é una questione soprattutto di formazione, forse anche di mentalitá, di riuscire appunto a capire come avere questi crediti, capire che poi questi soldi vanno ridati, e che la loro é una piccola impresa che deve funzionare comunque con i criteri di un’impresa, quindi un intento di formazione molto importante.

Fondamentale direi, effettivamente da un certo punto di vista queste associazioni a volte erano state abituate nel tempo, soprattutto quando il loro appoggio era specificatamente tecnico, a ricevere finanziamenti per poter distribuire attrezzi oppure sementi e spesso questo tipo di appoggio al contadino era gratuito o comunque questi doveva parzialmente ridare una parte di quel valore e la si metteva in un fondo che veniva gestito dalla stessa comunità, mentre il credito è qualcosa che chiede un interesse quindi a un certo punto c’era quasi una dicotomia interna fra quello che era una parte dell’associazione che faceva questo tipo di appoggio e un’altra parte che invece chiedeva un corrispettivo … mentre effettivamente la realtà è che stiamo parlando di due livelli diversi dello sviluppo: in una prima fase quando non si hanno le basi per poter produrre è possibile che sia necessaria una iniezione iniziale per avviare il tutto, pero una volta che il produttore è arrivato a un certo livello deve poi fare quel salto che lei appunto diceva di mentalità, di riuscire a pianificare.

E lei ha visto un cambiamento di mentalità, perché di cultura economica ci vogliono più anni, insomma, ma … in questi due anni?

Come dicevo io mi sto occupando particolarmente di cambiare mentalità all’interno della stessa associazione, e devo dire che questa divisione che si era creata internamente la stiamo superando, e soprattutto vedo i progressi che fanno questi ragazzi che sto seguendo, che magari prima avevano loro stessi dei limiti per poter poi fare un discorso migliore di formazione a loro volta verso i produttori. E stiamo vedendo che effettivamente avevamo dei problemi abbastanza grossi di morosità e stiamo rientrando abbastanza …

Appunto uno era il problema della morosità che allora lei ci ha detto che state cercando di risolvere. Perché è proprio un po’ lo scopo anche di Inter-Agire di portare formazione quindi di portare know how non di portare solo soldi e poi lasciare la gente così com’è, quindi questo è un intento di volontariato particolare … particolarmente interessante …

Sono totalmente d’accordo sull’interesse di questo tipo di volontariato! Effettivamente secondo me è la forma migliore: dare gli elementi alle persone di poter svilupparsi, rafforzare realtà che già esistono, perché a volte c’è un preconcetto rispetto ai Paesi del Sud del mondo pensando che non ci sia niente, in realtà ci sono molte cose, soprattutto c’è molta voglia di emergere, e anche ci sono già competenze, ci sono già realtà, ci sono già cose che funzionano, non dobbiamo per forza andar giù noi con soldi e mezzi e tutto, a volte semplicemente dovremmo assecondare alcune cose che vengono su già direttamente li e quindi a maggior ragione hanno molto più senso perché siccome sono nate lí hanno radici più forti e anche una speranza più grande di rimanere, di continuare.

E lei Giuseppe Aieta come si trova personalmente a vivere in Nicaragua, naturalmente un paese ben diverso dalla Svizzera, lei stesso scrive nel suo blog “un Paese dove si considera normale dipingere il municipio con i colori del partito che ha vinto le elezioni”, quindi anche dal punto di vista politico, democratico, è ben diverso dalla Svizzera.

Bisogna considerare che si può essere a un livello diverso di maturazione di alcuni processi. E poi ci possono anche essere delle interpretazioni diverse della realtà e quindi una cosa del genere magari a me può chiamare l’attenzione a un nicaraguense sembra totalmente normale.

Comunque lei si è integrato bene, si trova bene?

Si io mi sono integrato molto bene. Mi trovo bene, mi piace il Nicaragua e mi trovo molto bene soprattutto con le persone, che è la cosa fondamentale.

E ci resterà ancora un anno a portare avanti questo progetto, che ha un nome?

Il progetto per Inter-Agire l’abbiamo chiamato “Armadillo para Nicaragua” … così per dare un nome simpatico al progetto …

Sono già le diciassette e venticinque, il tempo è davvero volato e quindi dobbiamo concludere questo spazio che abbiamo dedicato a lei e al progetto qui sulla Rete 2. Per chi volesse aiutare il volontariato in Nicaragua o per chi volesse semplicemente avere delle informazioni in più possiamo dare il suo blog?

Il mio blog è: http://www.armadilloblog.wordpress.com

Oppure basta che mette magari Giuseppe Aieta su google e trova Nicaragua. Oppure Inter-Agire?

http://www.interagire.org

E alla fine dell’anno prossimo farà un resoconto immagino dei suoi tre anni di questo progetto di aiuto in Nicaragua e magari torneremo a parlarne quando sarà di nuovo di ritorno.

È possibile che porti la persona con la quale sto lavorando in Nicaragua, la persona con cui ho più diretto contatto, a fare un’esperienza … sempre nell’ambito delle possibilità di cooperazione che offre Inter-Agire c’è la possibilità di portare qualcuno dal Sud qui per un periodo formativo, quello potrebbe essere interessante anche.

Grazie a Giuseppe Aieta che torna in Nicaragua per Inter-Agire.

Grazie a lei.

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Ciao a tutti,

ieri è andata in onda sulla Rete 3 della RSI un’intervista che mi aveva fatto la giornalista Cristina Rosati qualche mese fa. Replica domenica prossima alle 10:15. Comunque sul sito di Cristina (crisinarosatibook.wordpress.com) è disponibile la registrazione nel post “Elezioni in Nicaragua 3: Partecipazione”.

Vi ricordo che:

mercoledì 5 ottobre, alle 20:15,
al Centro integrazione per tutti,
Via Besso 5, Lugano

farò una presentazione sulla mia esperienza in Nicaragua.

Vi aspetto!

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Corsi e ricorsi

Uno dei primi articoli di questo blog raccontava la festosa invasione di Matagalpa da parte di un gruppo di amici nei miei primi giorni di ambientamento in questa città. Non ho potuto non ripensare a quel momento e non rileggere quell’articolo, dopo quest’ultimo fine settimana con molte varianti ma con esattamente lo stesso spirito.

Rileggendo l’invasione uno … ho finalmente avuto la sensazione del tempo che passa, nel senso che finora mi pareva che i mesi volassero talmente veloce e mi risultava difficile materializzare la crescita, le esperienze, il vissuto. All’improvviso rileggere del momento in cui dovevo ancora comprare i piatti mi ha fatto sentire il, giusto, peso di questo anno e le sicurezze acquisite nel muovermi in questa realtá.

Rispetto ad un anno fa mancavano Saula, Marisol e Gigi. E anche altri, ma loro sono quelli che mancavano veramente, perché se è vero che nel mondo dei volontari, cooperanti, viaggiatori, è molto facile entrare in sintonia, e naturale che alcuni legami si solidifichino più di altri. I tre sono stati invitati all’evento, quasi simbolicamente, in particolare per quanto riguarda Saula, tornata in Spagna da dieci mesi, mentre Marisol e Gigi lavorando fra Salvador e Nicaragua chissà, ce l’avrebbero potuta anche fare a realizzare un progetto vecchio di un anno: tornare a Matagalpa nel periodo del corte (raccolto) del caffé per provare l’esperienza di essere cortadores (braccianti che raccolgono il caffé) per un giorno.

La squadra, fra vecchie conoscenze e nuove promesse, quest’anno si riesce a comporre: e quindi … tutti a Matagalapa “a cortar café”!

Saturno contro?

Venerdi sera da Leon doveva arrivare il grosso del contingente: Marco (veterano della prima invasione, da Ostuni, Brindisi), Diana e Filippo (volontari di Interagire arrivati in Nicaragua a fine settembre), Giselle (nicaraguense amica di Marisol), Nina (austriaca, new entry), Angela (tedesca, semi-new entry) e Nicole (volontaria svizzero-tedesca di Interteam da poco giunta in Nicaragua).

Alle sei mi chiama Marco per dirmi che c’è un diluvio su Leon e quindi non gli sembra il caso di partire. Peccato: salta la prevista noche loca (si fa per dire …) matagalpina. Ci diamo appuntamento all’indomani: se partono alle otto del mattino alle dieci sono qui.

Il giorno dopo, sabato, decido di aspettare in casa l’arrivo della banda … aspetta aspetta, alle undici mi chiama Marco per dirmi che non sono ancora partiti: hanno una gomma a terra, al crick manca un pezzo e quindi stanno cercando soluzioni alternative … 

Finalmente partono alle dodici e mezza da Leon … questo significa che arriveranno non prima delle due e mezza: saltano i miei piani di giungere alla Canavalia, la finca (azienda agricola) di ADDAC, nel primo pomeriggio, fare un giro per vedere gli animali e le coltivazioni, di modo da lasciare la mattina della domenica totalmente dedicata al corte de café. Anzi, in realtà, visto che viaggiare col buio non è il massimo, anche perché se ti succede qualcosa rischi di rimanere per strada, i tempi sono già tirati: dobbiamo mangiare qualcosa prima di andare, il viaggio alla finca dura quaranta minuti e … di questi tempi alle cinque la luce già cala …

Vabbé … nel frattempo sento a che punto stanno i managuini … Andrea e Gomez (veterani della prima invasione, spagnola lei, guatemalteco lui, si chiamerebbe Miguel, ma tutti lo chiamano per cognome), mi dicono, ovviamente (…), che non sono ancora partiti, e che c’è anche Leo, una ragazza nica, che forse conosco. In realtà no, ma risulterà poi molto simpatica.

I managuini alle due e mezza sono al ristorante dove abbiamo deciso di incontrarci. I leonesi arrivano tipo alle tre … Una delle gomme è un po’ sgonfia. Vabbé iniziamo a mettere qualcosa sotto i denti: ci penseremo poi  a pancia piena!

Io e Marco usciamo prima degli altri dal ristorante per andare a vedere dove gonfiare la gomma. Operazione conclusa con successo e senza metterci neanche troppo … Riscesi dalla macchina però sentiamo chiaramente dalla gomma appena gonfiata un fischio di aria … La gomma e bucata … Mi riprometto di regalare un amuleto a Marco … torniamo dal gommista … che, efficientissimo, effettua la riparazione in venti minuti …

Raccattiamo l’armata brancaleone e finalmente, ovviamente col buio, ci mettiamo in marcia verso la finca, dove non ci resta che il tempo di sistemarci, cenare e fare quattro chiacchere bevendo una birra e pianificando la giornata di domenica: decidiamo che non ha senso svegliarsi all’alba (come i veri cortadores), e di essere pronti al lavoro duro per le otto circa.

Cortadores di cinque minuti

All’indomani, Juan, il responsabile della finca che ci fa da guida, dice che il sole sarà forte, e che conviene, se ci va, fare prima un giro di visita alle varie attività produttive, che comunque il caffè è coltivato all’ombra del bosco e quindi possiamo dedicargli le ore più calde. Iniziamo dunque la camminata: il laghetto per i turisti, l’area di produzione di concime organico con lombrichi, l’ovile … il problema è che gli undici elementi undici della squadra tendono a sfilacciarsi … a ogni passaggio c’è sempre qualcuno che si attarda perché gli è venuta in mente la foto del secolo o semplicemente per chiacchierare paciosamente del più e del meno col “vecchio” amico o la nuova conoscenza.

E quindi con una serie di inziazioni per i miei ospiti: succhiare il liquido che circonda i chicchi di caffé appena sgusciati, conscere il frutto del cacao e assaggiare la dolce sostanza gelatinosa che ne ricopre i semi, vedere una pianta di banano, scorgere sul ramo di un albero non troppo lontano un bradipo appallottolato, assistere al processo di lavaggio del café recentemente raccolto, e chissá che altro che ora non mi viene in mente, o di cui io non mi sono nemmeno accorto … senza veramente rendercene conto, arriviamo a mezzogiorno …

… ma non é ancora tempo di lavorare: Juan vuole portarci a vedere una cascata che é poprio lí, a cinque minuti … come dirgli di no?? Cosí attraversiamo con qualche impaccio un fiumiciattolo, ci caliamo agili come bradipi nel dislivello scosceso al fianco del salto d’acqua e finalmente giungiamo sotto questo bel getto che precipita al centro di una vera e propria piscina naturale.

Nina, la ragazzina austriaca che finora non si era espressa molto, ma che evidentemente preferisce i fatti alle parole, in un secondo rimane in slip e canottiera e, con grazia di sirena, scivola in acqua. Gomez la segue a ruota. Io e Marco lottiamo pochi secondi fra la ritrosione alla gelidezza delle acque e la tentazione del tuffo nel paradiso, ma non c’é lotta … e ci buttiamo!

Cosí fra tuffi, contemplazione dello spettacolo naturale, stendersi in un prato a riposare i classici cinque minuti che diventano venti, scherzi e foto … facciamo quasi le due, che sarebbe l’ora di mangiare qualcosa, raccattare baracche e burattini, per iniziare a rientrare a Matagalpa prima, e alle rispettive destinazioni dei miei ospiti poi …

Ma ovviamente a nessuno passa nemmeno per l’anticamera del cervello di andar via senza compiere, foss’anche solo per cinque minuti, la missione che ci ha portato qui! Juan ci procura i classici cestini nei quali raccogliere i chicchi rossi e gialli. Un buon cortador ne riempe 16 in sei ore, noi in undici, arriviamo a, sí e no, tre in mezz’ora … il misero raccolto ci frutterebbe qualcosa come 45 cordoba … 2 franchi … non si puó dire che il nostro contributo alla produzione nazionale sia stato fondamentale … peró quel poco lavoro, in un bel silenzio, dopo i primi cinque minuti di eccitazione, é sicuramente stato la degna conclusione di una bellissima giornata di amicizia e completa immersione della natura.

Il pranzo tutti insieme, il ritorno a Matagalpa mentre giá imbrunisce, un ultimo caffé, baci e abbracci … Alla prossima! Ha sido un gusto, pseduo cortadores de café!!!

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Sono i chili di bagaglio che mi consente KLM per il volo di rientro.

E nel mondo della globalizzazione e delle possibilitá di comunicazione infinita, per fortuna qualche piccolo spazio di romanticismo d’altri tempi rimane.

Cosí Judith, una nicaraguense che é stata controparte di una volontaria friburghese qualche anno fa, mi ha chiesto se potevo in qualche modo far arrivare un pacchetto a Irma.

Antonia, una volontaria tedesca, vorrebbe che le spedissi dalla Svizzera un pacchetto a sua madre, o meglio, piú importante, al compagno di sua madre che ha un tumore in fase terminale e lei non riuscirá a vedere piú.

Bea, una ex-volontaria svizzera, mi prega di portare di lá dal mare borse artigianali prodotte dalle donne di una comunitá della zona che una sua amica di Zurigo vende a conoscenti e amici, il compagno di quest’ultima abita in Ticino quindi … anche logisticamente semplice.

Silvano, un vecchio sardo pazzo (se mai un giorno leggesse questo blog … lo sto dicendo con simpatia), mi ha giá dato tre pacchetti di cafe e qualche monile artigianale (per la bambina) da spedire a suoi conoscenti in Germania … (e pure la lista della spesa per quando torno …) …

… e ancora mancano tre giorni …

Nel poco spazio che mi rimarrá infileró 12 mesi passati in un lampo tanto che quasi non mi sembra di aver cose da raccontare … 12 mesi da sciogliere nel vino di infiniti aperitivi e cene …

saró in Svizzera dal 4 settembre al 3 ottobre,

 

martedí 7 settembre, alle 18:00 appuntamento al BAR TRA di Molino Nuovo per una presentazione “ufficiale” sullo stato del progetto,

 

sabato 11 settembre, all’ex-convento di Monte Carasso, dalle 15:00 alle 24:00 ci sará la festa dei 40 anni di Interagire con spettacolo di capoeira (17:30-18:00), concerto di Nina Dimitri (21:00-22:00) possibilitá di conoscere meglio l’associazione, i volontari, le esperienze di questi 40 anni, cibi e musica multietnica …

 

mercoledí 15 settembre alle 20:00, alla Sala Aragonite di Manno (via Dragoni), Diana e Filippo, a pochi giorni dalla partenza, presenteranno i loro progetti di volontariato in Nicaragua (microcredito e conservazione ambientale),

e sennó … ci si vede in giro …

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vedi pagina 25

38_18-settembre-2009

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