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	<description>un blog urgente per il Nicaragua</description>
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		<title>il segreto dell&#8217;Ostional</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 15:42:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppeaieta</dc:creator>
				<category><![CDATA[viaggiando]]></category>

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		<description><![CDATA[Introduzione sconcertante L’Ostional potrebbe essere un posto mitico. E forse lo é. Ci arriviamo ovviamente in un gioco del destino, tirando dadi immaginari sul lungolago di Granada. Bus su bus, come per arrivare al paradiso si deve passare per le porte dell’inferno, scendiamo a Saint John del Sur – Nicalifornia. San Juan del Sur in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=armadilloblog.wordpress.com&amp;blog=8087702&amp;post=835&amp;subd=armadilloblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Introduzione sconcertante</em></strong></p>
<p>L’Ostional potrebbe essere un posto mitico. E forse lo é.</p>
<p>Ci arriviamo ovviamente in un gioco del destino, tirando dadi immaginari sul lungolago di Granada.</p>
<p>Bus su bus, come per arrivare al paradiso si deve passare per le porte dell’inferno, scendiamo a Saint John del Sur – Nicalifornia. San Juan del Sur in realtá, se non si dà retta alle malelingue, é un bel paesino di pescatori, me ne accorgo quando, scrostando l’apparenza e gli anni, rimasto solo, cammino nell’aria quasi fresca del mattino, ai bordi del centro occupato da gringos in <em>chinelas</em> (infradito di plastica), fra le sue case listellate di legno. Variopinte e pittoresce. Variopinte bene, nel senso una per una con la propria bella tinta uniforme, che non si pensi a un patchwork ubriaco.</p>
<p>Proprio belle, e ancora quasi si puó respirare quello che doveva essere. San Juan del Sur, quindici – venti anni fa.</p>
<p>E la sua gente. Fatta ormai solo di tassisti che aspettano i turisti. Anche un paio d’ore o tre. Che se la signora con la spesa vuole farsi portare da qualche parte fanno finta di non vederla: non c’é confronto, al turista gli scuci minimo cinque dollari per portarlo alle spiagge, alla signora 10 Cordoba (equivalenti a circa 5 centesimi di dollaro) per portarla al supermercato &#8230; non c’é proprio partita. Poi magari la signora é grassa e brutta, mentre se ti va bene carichi le giovani turiste bionde, dalla pelle liscia e bianca, con ampie camiciole che non coprono del tutto bikini e forme comunque anoressiche.</p>
<p>I danni cerebrali del capitalismo selvaggio si intuiscono quando, cercando di stimolare un sano sentimento antigringo, nei tragitti verso le spiagge, gli si chiede: ma non vi da fastidio che tutti i bar, tutti i ristoranti e gli hotel, sono di proprietá di stranieri. Il vostro centro é totalmente impossessato da americani che camminano ebeti per l’alcol della sera prima parlando inesorabilmente ed incondizionatamente inglese? O accennando uno spagnolo che é meglio se continuano a parlare inesorabilmente e incondizionatamente inglese? E le vostre spiagge da sogno le hanno imprigionate, affogate, recintate per costruirci case private e bungalows?</p>
<p>Cioé a voi, ai locali, alla fine, che rimane?</p>
<p>E questi ti sanno solo parlare del loro ombelico &#8230; c’é lavoro: i turisti vanno alle spiagge, viaggiano a Rivas, a Ometepe, pagano bene, lasciano le mance &#8230;</p>
<p>mavaaaaa &#8230;.</p>
<p>Non parliamo peró troppo male dell’inferno, che Lucifero, si sa, era un angelo caduto dal cielo &#8230;</p>
<p>Il purgatorio di un’ora e mezza di buche profonde, che ci fanno ondeggiare e sbattere per andare a riveder le stelle, ci porta all’Ostional, questo paradiso minimo con tutto quello di cui abbiamo bisogno e niente piú di quello di cui abbiamo bisogno.</p>
<p>Gente accogliente, cibo semplice e cucinato bene, la strada per scendere al mare, il baretto sulla spiaggia che vende le birre, la spiaggia, le onde.</p>
<p>L’Ostional é una comunitá di pescatori, in quanto pescatori, poveri. L’Ostional é a un passo dal Costa Rica, in quanto Svizzera del Centroamerica, ricca. La mescolanza di questi due ingredienti base, intrisa di emigrazione a portata di mano, fa sí che le condizioni di vita nella comunitá siano relativamente buone.</p>
<p>L’ora e mezza di buche la difende dall’arrivo di troppi turisti e soprattutto degli investitori stranieri, ma già all’orizzonte si addensano i nuvoloni … c’è un progetto per asfaltare la strada che arriverebbe fino al Costa Rica … ce la faranno i nostri eroi a resistere agli speculatori che arriveranno con pacchettoni di dollari a comprarsi centimetro per centimetro l’intero Ostional? Ovviamente no. Così funziona il Mercato, la grande legge che regola tutto per il meglio: il banco vince sempre …</p>
<p><strong><em>Sangue al sangue, vita alla vita</em></strong></p>
<p>Quello che piú mi impressiona di questo posto é la vita &#8230;</p>
<p>Siamo circondati dalla vita. Più o meno esplicita. Come i pellicani che a scadenze regolari e ravvicinate all’improvviso interrompono la traiettoria cullata dal vento per fiondarsi come sassata a filo delle onde, poche possibilità per il pesce che nuota ignaro …</p>
<p>… e i paguri che a centinaia si muovono sulla spiaggia, con logiche misteriosissime che mi diverto a decifrare, e i granchi fra gli scogli, reattivi e velocissimi a ogni movimento del piede ….</p>
<p>oppure presenze più discrete, come il coccodrillo che pare si incontri ai bordi della lagunetta che si è formata a pochi passi dalla spiaggia, ma che da qualche  giorno, ci informano, ha risalito il fiume in cerca di maggior tranquillità, la tartaruga che qualcuno ha avvistato vicino al bosco di mangrovie … le scimmie di cui una mattina sentiamo i versi vicinissimi …</p>
<p>E in tutto questo posso avvertire, quasi toccare, finalmente materializzarsi, un concetto a cui sono normalmente refrattario: quello della Provvidenza … sembra veramente un posto dove si è in totale balia dell’Oceano, di Dio, o di chi per esso. Non bisogna far altro che raccogliere quel che la Natura offre, sperando che butti bene … ai pescatori che partono con le barche … ma anche a chi fra gli scogli va a recuperare polipi, ricci di mare, mitili, molluschi e qualsiasi altro strano mostro che la salata fantasia di Nettuno abbia generato. Sembra che sia tutto lì, a disposizione dell’Uomo, bisogna solo andare a servirsi …</p>
<p>Sempre però rispettando la legge della vita: che la vita si paga con la vita, il sangue con il sangue …</p>
<p>… quello di Lucia che scivola veloce sul calcagno bianco sotto la pressione della mano di Filippo, per scacciare il veleno della razza che l’ha punta &#8230; o sulla quale lei ha messo il piede, la grande questione dei punti di vista &#8230; vendicato il giorno dopo dai ragazzi sulla spiaggia che stanno sventrando due esemplari dell’insidioso animale, dalle accidiose e brutte facce piallate …</p>
<p>… e quando nei tentativi di pesca di Filippo, dagli scogli con filo di nylon e amo, finalmente, dopo due murene, tiriamo su un pescetto commestibile, quasi contemporaneamente sbatto il polpaccio sulle rocce, affilatissime, prima ci avevamo anche camminato sopra su roccie simili, Jairo a piedi nudi, non so come faceva, rocce perfette per le punte di freccia o per le prime rudimentali lame dell’umanità, me li immagino i nostri homo sapiens a scheggiare quello che doveva essere un vero e proprio tesoro per i molteplici vitali usi che gli si poteva dare. Mi buco in due punti ravvicinati, come fosse un morso di serpente, il sangue si accumula un secondo sotto la pelle per poi uscirne con rivoli che mi disegnano percorsi scoscesi fra i peli, finché non raggiungo l’acqua per sentire fitte di sale.</p>
<p>Quando Jairo, apre il pesce con la lama, attaccata alle viscere rimane una piccola protuberanza rosso sangue, viva di sangue a muoversi, lunghi istanti. Jairo dice che é la lingua del pesce. Forse era il cuore.</p>
<p><strong><em>Il giorno più lungo</em></strong></p>
<p>Jairo è un ragazzo dell’Ostional. Studia ingegneria industriale a Managua … e si mette a ridere quando lo dice … anche lui si rende conto che non ha nessun senso, quando ti guardi intorno …</p>
<p>Jairo ride, ride spesso, e ti contagia con questa predisposizione alla risata, una risata così pura, così limpida, che la senti allargarsi in mezzo al petto.</p>
<p>Ogni tanto, nei momenti di maggior godimento della vacanza, ci piace ripetere il mantra filosofico che ci ha lasciato in eredità il nostro amico Marco … “che stress!!!” … mantra che va pronunciato ovviamente nei punti di più alto rilassamento …</p>
<p>Jario la prima volta non capisce … e dice, stress quale stress … io non so cosa sia lo stress, ed effettivamente non risulta difficile credergli, mi sembra talmente lontano e immune dal concetto che la nostra battuta deve risultargli proprio stravagante …</p>
<p>Il 31 dicembre decidiamo che è tempo di abbandonare le spiagge più vicine, ormai diventate solite, per andare a cercare la mitica spiaggia bianca sulla quale ci stiamo informando da qualche giorno …</p>
<p>Natalie sta poco bene, Lucia non può camminare tanto per la puntura della razza, Diana non le abbandona anche perché, non sapremo mai se ci siamo autoinvitati o ci hanno invitato, fatto sta che la mattina Glenda, la signora dove siamo alloggiati, ci ha beccati a parlare della cena, che essendo il 31 vorremmo un minimo speciale … Glenda naturalmente ci invita a condividere la cena con la sua famiglia …</p>
<p>… quindi involontariamente maschilisti, ce ne andiamo all’avventura, lasciando le ragazze al paese e a pensare alla cena …</p>
<p>Visto che per un primo pezzo non si può passare per la spiaggia a causa di insenature fra gli scogli impraticabili, decidiamo di procedere nel bosco per goderci la natura, tanto ci guida Jairo … anche se ben presto ci rendiamo conto che l’ostentazione di sicurezza sul cammino da percorrere è appunto più ostentazione che sicurezza …</p>
<p>Finalmente scendiamo verso il mare, arriviamo in una spiaggetta splendida, ovviamente deserta (non che nel porticciolo dell’Ostional si stia come a Rimini in agosto …) … siamo solo a una spiaggia dal nostro obiettivo, ma io non posso più aspettare e mi faccio il bagno …</p>
<p>Pochi minuti dopo percorriamo i bassi scogli che ci dividono dall’agognata distesa bianca … arrivati ci rotoliamo nel nostro tesoro come pirati fra i dobloni … increduli di tanta fortuna …</p>
<p>Rimaniamo un’oretta a goderci la nostra conquista … poi dobbiamo rientrare che al tropico il sole va giù rapido e alle sei è già buio … questa volta passiamo dalla costa, fino a sbattere contro l’impossibilità di avanzare quando siamo a una spiaggia dal ritorno. Il sole intanto ci guarda arancione dall’orizzonte, ci tuffiamo su per una scarpata, arrancando: ce l’abbiamo fatta, non ci toccherà accendere un fuoco per sopravvivere la notte e attendere la luce dell’anno nuovo …</p>
<p>Non potevamo permettercelo, anche perché ci aspettava il cenone a casa di Glenda … senza nessun dubbio il più spartano della mia vita … intorno al tavolo in cucina saremmo poco più di una dozzina, le sedie non sono sufficienti per tutti e quindi qualcuno condivide, nessun fronzolo, nessun addobbo, piatti, bicchieri, stoviglie tutti spaiati, alcuni di plastica. Quelli che non hanno previsto di andare a ballare alla casa comunale sono decisamente quotidiani nel loro look: ad esempio il marito di Glenda, professione pescatore, per l’occasione indossa canottiera, pantaloncini di poliestere gialli, e chinelas … abbigliamento classico per buttarsi sul divano a guardare la tele, cosa che immagino ha fatto prima e dopo la cena a base di riso con polipo, molto riso e poco polipo … nella più naturale delle forme di ospitalità: dove mangiano due mangiano tre, dove mangiano tre mangiano quattro, eccetera, ma il polipo … sempre uno è … quindi quel che si aggiunge è il riso … poi c’era tortilla di patate, un classico della cucina spagnola preparato da Lucia, buonissima, e un’insalata di patate con barbabietole. Il tutto annaffiato da ottima coca-cola d’annata, che la famiglia è evangelica e quindi non beve alcol. Mezz’ora e la questione è risolta …</p>
<p>Nonostante l’imbarazzo dell’intrusione nell’intimità della famiglia e il dubbio di esserci in qualche modo auto-invitati, passiamo un bel momento, il marito di Glenda sta al gioco e cerca di mantenere la conversazione, senza strafare.</p>
<p>Un salto alla casa comunale trasformata in discoteca, a mezzanotte tutti a vedere i muñecos, pupazzi che rappresentano l’anno vecchio, bruciati e fatti esplodere con petardi agli angoli delle strade, poi come ogni sera, al baretto sul mare … ma oggi e festa e al baretto non si lavora, i ragazzi che lo gestiscono sono seduti intorno al tavolo con amici, festeggiano, chitarre, ci sediamo sul bordo della spiaggia, canzoni della rivoluzione, mi butto sulla schiena, a guardare ancora una volta le stelle …</p>
<p><em>Post scriptum: il segreto<br />
Il segreto, che in spagnolo, “secreto”, non so se per la “c” o per il tono con cui gli abitanti dell’Ostional lo pronunciano, suona meno misterioso e più concreto, è il rimedio della comunità contro le puntura di razza: si passa un panno di stoffa sulla vagina, per catturarne le secrezioni (da cui secreto?), se la persona punta è di sesso femminile deve comunque ricorrere agli umori di un’altra, i propri non valgono, poi si strofina sulla ferita. Glenda si è prestata. Lucia dice che funziona.</em></p>
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		<title>Nicaragua 2012</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 23:06:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppeaieta</dc:creator>
				<category><![CDATA[nicaragua]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni di bilanci sull’anno appena passato, i giornali stanno pubblicando varie inchieste, o dati statistici su diversi aspetti della vita sociale ed economica dei nicaraguensi: prendiamo lo spunto da questi dati per alcuni commenti, considerazioni, previsioni sul presente e sul futuro del Nicaragua. Passato – presente: il consenso politico Una pietra angolare del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=armadilloblog.wordpress.com&amp;blog=8087702&amp;post=826&amp;subd=armadilloblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni di bilanci sull’anno appena passato, i giornali stanno pubblicando varie inchieste, o dati statistici su diversi aspetti della vita sociale ed economica dei nicaraguensi: prendiamo lo spunto da questi dati per alcuni commenti, considerazioni, previsioni sul presente e sul futuro del Nicaragua.</p>
<p><strong>Passato – presente: il consenso politico</strong></p>
<p>Una pietra angolare del ragionamento è l’inchiesta, a due mesi dal voto, sulla percezione che ha la popolazione rispetto alla correttezza del processo elettorale: alla domanda “Daniel Ortega ha vinto o ha perso le elezioni?”, il 79.4% dice che ha vinto, il 17.9% dice che ha perso e il 2.6% non risponde. </p>
<p>Alla domanda “i risultati erano corretti o manipolati?”, il 65.6% dice che i risultati erano corretti, il 31.4% che sono stati manipolati e il 2.9% non risponde. Praticamente abbiamo una certificazione dell’esattezza dei risultati dato che queste ultime percentuali coincidono quasi perfettamente con quelle dei risultati elettorali stessi: l’unica conclusione alla quale si può giungere è che chi ha perso … non sa perdere! E quindi dice che ha perso per i brogli …</p>
<p>Altra conferma dalla stessa inchiesta: alla domanda “nel periodo di governo appena trascorso il Paese è avanzato o retrocesso?”, il 69.9% sostiene che si è avanzato, il 20.7% dice che il Paese è rimasto sul posto, il 5.8% che è andato indietro (il 3.7% non risponde).</p>
<p>E ancora meglio, in un altro sondaggio si chiede “come è evoluta la situazione economica della sua famiglia nel periodo di governo?”, se per il 53.2% è rimasta uguale, per il 38.1% è migliorata, mentre per un 8.6% è peggiorata (lo 0.1% non risponde): abbiamo dunque un netto di quasi il 30% della popolazione che ha visto migliorare la propria situazione economica nel corso della legislatura.</p>
<p><strong>Presente – futuro: il modello economico</strong></p>
<p>Nel 2011 le esportazioni sono cresciute del 23% e ammontano a 2&#8217;346 milioni di dollari. Ai primi dieci posti della classifica dei prodotti esportati troviamo: carne, caffé, oro, zucchero, maní, gamberi, formaggio, latte, aragoste, oli vegetali. Le prime due voci, carne e caffé, rappresentano il 37% di tutte le esportazioni nazionali. Se aggiungiamo l’oro arriviamo al 52%, e con lo zucchero al 59%. Appare evidente come il grosso dell’economia del Paese, oltre a essere dipendente da poche voci, é puramente estrattiva: non c’é valore aggiunto.</p>
<p>E senza valore aggiungo non c’é sviluppo economico, né possibilitá di contrattare ad armi pari sui mercati internazionali: si produce materia prima perché gli altri la lavorino, e ce la rivendano appropriandosi della parte con maggior valore.</p>
<p>Prendiamo per esempio la Svizzera, dati del 2010: esportazioni di merci per 193&#8217;480 milioni di franchi: chimica, macchinari ed elettronica,orologeria, strumenti di precisione, metallurgia, derrate alimentari-bibite-tabacco, materie plastiche, industria della carta e delle arti grafiche, industria tessile, industria dell’abbigliamento.</p>
<p>Da questo punto di vista non si nota nessuna inversione di marcia, nessuna politica che metta in discussione questo modello. Non c’é stata nei cinque anni passati e non si annuncia per i prossimi cinque anni.</p>
<p><strong>Futuro – futuro: i nodi da sciogliere</strong></p>
<p>I giovani fra i 10 ed i 24 sono circa due milioni e rappresentano quasi il 40% della popolazione. Di questi quattrocentomila sono in situazione di né-né: né studiano né lavorano, il che equivale a un 20% di giovani inattivi. Questo dato però è una media che comprende la fascia di età dai 10 ai 14 anni, dove teoricamente si dovrebbe essere ancora alle scuole medie, ma che già vede un 7.2% di né-né, (oltre a un 5.2% di lavoratori e un 7.5% di studenti-lavoratori). Dai 15 ai 19 anni i né-né sono il 24.7% e dai 20 ai 24 il 31.5%.</p>
<p>Che futuro può avere un paese in cui un terzo dei ventenni è già fuori gioco? La politica di redistribuzione della ricchezza in qualche modo seguita dal governo con educazione e salute gratuita e vari piani sociali, sulla quale si é costruito il consenso, sarà sostenibile a medio termine se nel frattempo non si incrementa la ricchezza stessa via l’aggregazione di valore alle produzioni nazionali? Si riuscirà a dare un cambio di rotta per cui chi è ora nella fascia dai 10 ai 14, o meglio ancora dai 5 ai 9, non debba finire né-né una volta ventenne alle stesse percentuali attuali e dover poi inevitabilmente scegliere di emigrare?</p>
<p>L’emigrazione: un altro dei grandi drammi nazionali, il 70% dei nicaraguensi ha un parente che lavora all&#8217;estero, frutto inevitabile del modello di cui sopra, sul quale nessuno si pronuncia. E sul quale non si intravvedono misure volte ridurre questa continua emorragia di essenza vitale che silenziosamente ma costantemente fluisce, dalle vene aperte del Nicaragua.</p>
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		<title>I padroni della terra</title>
		<link>http://armadilloblog.wordpress.com/2011/12/02/i-padroni-della-terra/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 14:31:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppeaieta</dc:creator>
				<category><![CDATA[colonialismo]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Università UNAN di Matagalpa ci propone di collaborare in un progetto di produzione di biodiesel a partire dalla jatropha curcas, meglio conosciuta in Nicaragua col nome di tempate. Si tratta di una pianta molto resistente alle condizioni climatiche più avverse. Anzi nelle difficoltà produce più frutti. Dai cui semi si estrae l’olio combustibile. In Nicaragua [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=armadilloblog.wordpress.com&amp;blog=8087702&amp;post=814&amp;subd=armadilloblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Università UNAN di Matagalpa ci propone di collaborare in un progetto di produzione di biodiesel a partire dalla jatropha curcas, meglio conosciuta in Nicaragua col nome di <em>tempate</em>.</p>
<p>Si tratta di una pianta molto resistente alle condizioni climatiche più avverse. Anzi nelle difficoltà produce più frutti. Dai cui semi si estrae l’olio combustibile.</p>
<p>In Nicaragua si era tentato un importante investimento parastatale negli anni &#8217;90 per produrre biodiesel dal tempate, il progetto fallì per ipotesi eccessivamente ottimistiche sui rendimenti di produzione e soprattutto per il ritorno del costo del diesel fossile sotto il dollaro al litro che rendeva automaticamente meno interessanti le alternative non fossili.</p>
<p>Il discorso tempate sarebbe lungo e affascinante, la cosa essenziale da sapere è che ci vogliono cinque anni prima che la pianta inizi ad avere dei rendimenti sufficienti per vederne la redditività economica. È proprio questo il nodo cruciale che vorremmo sciogliere prima di imbarcarci in un tentativo di diffusione della pianta fra i nostri produttori (l’interesse sarebbe di dare un’ulteriore alternativa produttiva alle famiglie contadine), quindi andiamo, Julio, Otoniel ed io, a nome di ADDAC, Faru e Virginia per l’UNAN, a fare quattro chiacchiere con Markus, un rappresentante della cooperazione tedesca che ha una lunghissima esperienza investigativa sul tema.</p>
<p>Markus collabora con il politecnico La Salle di Leon, è lì che ci accoglie con il suo team di tre persone. Nella sua presentazione appare evidente la grande passione per il tema, ma anche un certo pragmatismo non so se tedesco o frutto delle tante sconfitte raccolte sulla questione: il problema è sempre lo stesso, nessuno, a cominciare dalla stessa cooperazione internazionale, che nei suoi progetti pretende di vedere risultati con scadenze massime di tre anni, ha la pazienza necessaria a concretizzare il sogno jatropha …</p>
<p>È interessante immergersi in questa mattinata di vita “accademica”, di logica da ricercatori, in questo rosario di successi e insuccessi nei vari esperimenti sia agronomici, sia tecnici (per quanto riguarda il processo di estrazione dell’olio o l’adattamento dei motori per l’utilizzo dell’olio stesso).</p>
<p>A pranzo Markus ci parla del suo altro grande tema di ricerca: i motori ad idrogeno … Anche qui ci coinvolge col suo entusiasmo e con la valanga di informazioni che ci fornisce senza soluzione di continuitá. Quella che piú mi colpisce è, parlando del potere delle lobby automobilistiche e petrolifere: “ogni volta che trovo in internet qualche iniziativa imprenditoriale o di ricerca sul tema … dopo un po’ sparisce &#8230;”.</p>
<p>É finalmente ora di andare a vedere una piantagione di tempate. Con il bussino tipo scuola elementare, ovviamente con scomodissimi sedili laterali, che ci ha portati da Matagalpa, prendiamo una strada polverosissima, di quelle che dalla periferia di Leon puntano verso i vulcani.</p>
<p>Ai lati della strada puro latifondo. A un certo punto incrociamo un funerale. Accostiamo per far passare il corteo. La bara bianca mi ricorda le foto della Fondazione La Isla … una storia che non ho ancora raccontato, ma che vorrei pubblicare presto.</p>
<p>La polvere sollevata dai nostri due mezzi rimane per larghi tratti sospesa nell’aria. Qualcuno si porta alla bocca un fazzoletto.</p>
<p>Proseguiamo fra i campi a perdita d’occhio. Canna da zucchero e <em>manì</em> (arachidi). Manì, canna da zucchero &#8230; e polvere.</p>
<p>Secondo un modello che ha dato alcuni frutti in Ecuador, tre anni fa si è iniziata una collaborazione con un imprenditore di media grandezza che ha coltivato una parte delle sue terre a tempate e che gestisce la trasformazione dei semi in olio. Intorno a questo “polo” si sono riuniti una quarantina di piccoli produttori.</p>
<p>La piantagione che visitiamo ha tre anni. Purtroppo fra pochi mesi non ci sarà più. Delle 300 <em>manzanas</em> (una manzana = 0.7 ettari) che l’imprenditore aveva in quell’area, 25 erano state concesse all’ “esperimento” tempate. Il resto era coltivato a manì.</p>
<p>Ma è arrivato l’Ingenio San Antonio, il maggior produttore di zucchero del Nicaragua, azienda in mano alla famiglia più potente del Paese: i Pellas, gli ha fatto una buona offerta per farsi affittare la terra … ha specificato che ovviamente anche le 25 manzanas di tempate dovevano entrare nel pacchetto e … fra pochi mesi sarà tutta canna da zucchero …</p>
<p>Al ritorno incrociamo alcune persone che tornano dal funerale. La strada sembra ancora più polverosa di prima. Sarà l’effetto del sole più basso che ci fa vedere meglio le particelle di terra che galleggiano nell’aria.</p>
<p>Il sole meno forte ha popolato i campi di manì di gente. Accovacciata, razzola la terra recuperando il manì sfuggito ai macchinari. Gli si concede di entrare nella proprietà a fare questo lavoro. Se raccolgono un quintale gli danno 300 C$, 13 dollari. Ma normalmente in un giorno si riesce a raccogliere 30-80 libbra, che equivalgono ad una paga di 4-10 dollari. Sul mercato internazionale il quintale (cento libbra) si vende a 82 dollari.</p>
<p>Nel campo accanto si sono infilati tre quattro maiali. Speso si vedono maiali andare liberi per le strade sterrate del Nicaragua. La gente che vive ai bordi delle strade polverose li lascia andare cosi, intorno agli stessi bordi della strada, a mangiare quel che trovano.</p>
<p>Non noto differenza fra il razzolare delle persone e il razzolare dei suini. In mezzo alla polvere si sopravvive come animali.</p>
<p>Evidentemente tirare una striscia d’asfalto che permetterebbe un notevole miglioramento delle condizioni di vita delle persone che vivono lungo la strada da cui i prodotti partono su camion strabordanti, non risponde alle esigenze costo/beneficio dei grandi proprietari. E quindi questa gente continua a vivere nella polvere. In una simbiosi totale e avvolgente con la terra. Proprietá privata dei padroni, come tutto ció che respira e si muove, vive e muore in quelle aree. Polvere siete, e polvere ritornerete &#8230; ok &#8230; ma anche polvere respirerete ogni secondo del giorno e della notte &#8230; mi sembra un po’ eccessivo &#8230;</p>
<p>&#8230; e quindi la prossima volta che mangerete una spagnoletta &#8230; che vi vada un po&#8217; di traverso &#8230; o che almeno vi lasci in bocca, in fondo alla gola un gusto secco di polvere.</p>
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		<title>il trionfo di Ortega</title>
		<link>http://armadilloblog.wordpress.com/2011/11/07/in-trionfo-di-ortega/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 17:37:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppeaieta</dc:creator>
				<category><![CDATA[nicaragua]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[È un’altra canzone che canticchio stamattina … stanotte mi sono addormentato davanti alla televisione aspettando dei dati più definitivi rispetto alle prime proiezioni basate sul 6.75% degli scrutini che Roberto Rivas, presidente del Consiglio Supremo Elettorale, ha comunicato, quale prima informazione ufficiale, verso le 23. Già da un’ora comunque un po’ in tutto il Paese [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=armadilloblog.wordpress.com&amp;blog=8087702&amp;post=806&amp;subd=armadilloblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È un’altra canzone che canticchio stamattina … stanotte mi sono addormentato davanti alla televisione aspettando dei dati più definitivi rispetto alle prime proiezioni basate sul 6.75% degli scrutini che Roberto Rivas, presidente del Consiglio Supremo Elettorale, ha comunicato, quale prima informazione ufficiale, verso le 23.</p>
<p>Già da un’ora comunque un po’ in tutto il Paese i sandinisti stavano festeggiando la vittoria, e subito dopo l’annuncio di Rivas, i canali televisivi affini al Frente hanno iniziato a trasmettere i festeggiamenti nelle piazze.</p>
<p>Deciso che non era il caso di andare a vedere che succedeva a Matagalpa, un po’ perché vicino a casa mia si era concentrato un gruppetto di una ventina di persone di cui non si capiva bene da che parte stavano e che intenzioni avessero, un po’ perché questo dipartimento è stato quello che nel corso della giornata ha fatto registrare più scontri (alcuni seggi sono stati dati alle fiamme a La Dalia e ci sono state violenze a Sebaco e Ciudad Dario), e soprattutto per quel sentimento di cui parlavo nel post precedente di necessaria discrezione verso un evento che logicamente deve essere solo o prevalentemente nicaraguense, ero intenzionato ad andare avanti nella notte elettorale sorbendomi le varie analisi di filogovernativi e oppositori, aspettando dati più solidi.</p>
<p>Nei fatti i canali critici al Frente, dopo aver passato la giornata a raccogliere tutte le possibili testimonianze di anomalie, irregolarità, violenze, vista la mal parata, hanno chiuso le loro trasmissioni quasi subito dopo i primi risultati, mentre i canali filogovernativi, dopo aver passato la giornata a dire che il processo elettorale si stava svolgendo senza nessun problema, si sono concentrati sui festeggiamenti.</p>
<p>Ed è quindi sulle note ripetute all’infinito di “Nicaragua triunfarà”, il jingle elettorale con parole ad hoc e musica della celeberrima “Stand by me”, che mi sono addormentato sul divano, svegliandomi alle tre, con risultati non molto più definitivi di quelli delle 23 …</p>
<p>Infatti ora che è mezzogiorno, a 18 ore dalla chiusura dei seggi, il dato ufficiale è basato solamente sul 38.8% dei voti: per fortuna che i dati della vittoria di Ortega (64% dei suffragi!) sono talmente schiaccianti che automaticamente sgonfiano tutte le tensioni. Ma non voglio immaginare cosa starebbe succedendo se si fosse in una situazione di testa a testa.</p>
<p>Parliamoci chiaro, in queste ore ne ho viste e sentite un po’ di tutti i colori, e fra le rassicurazioni governative e le accuse degli oppositori credo che la verità possa stare da qualche parte nel mezzo: non escludo che il processo abbia avuto delle forzature.</p>
<p>L’entità della vittoria e lo scarto rispetto al secondo candidato, Gadea, fermo al 29%, mi fanno però essere tranquillo sul fatto che il risultato finale è quello giusto. Siamo pragmatici: ragioniamo per assurdo … avesse anche rubato, Ortega, quando può aver rubato … fosse anche il 14% manterrebbe la maggioranza assoluta.</p>
<p>Questo trionfo totale è figlio di tanti fattori, come ovvio per un evento così significativo. Fra i principali la pochezza, inettitudine e confusione dell’opposizione, che non è riuscita a superare le divisioni interne, si presentava nella sua forma teoricamente più contundente con un’alleanza spuria fra liberali e sandinisti dissidenti, con nessuna affinità ideologica/programmatica se non l’anti-orteguismo, e che propinava un ottantenne per guidare una nazione in cui più del 60% ha meno di 24 anni …</p>
<p>La vittoria è pero soprattutto nei meriti del FSLN guidato da Daniel Ortega e da sua moglie Rosario Murillo, che nel tempo sono riusciti a trasformare una forza rivoluzionaria in una forza di governo, e a metterla al centro di un meccanismo perfetto dove trovano il loro posto più congeniale ognuno dei settori cardine della società: l’esercito e la polizia, la Chiesa e la grande impresa. Tutto questo senza perdere il linfatico contatto con la base, con il popolo, quelli che alla fine votano, ai quali il Frente è riuscito a rispondere al meglio, garantendogli stabilità emotiva in quella che è la loro attuale concezione morale rispetto ai temi dell’aborto e dei diritti di donne, omosessuali, e infanzia, e offrendogli nel contempo speranza e considerazione, con misure e programmi efficaci, ed estremamente paganti dal punto di vista comunicativo (tanto che nella campagna elettorale le opposizioni ripetevano in continuazione che non avrebbero toccato nessuna di queste proposte), per andare a rispondere ai bisogni basici della popolazione: salute, educazione, lotta alla povertà, infrastrutture.</p>
<p>Fuori dal sistema rimangono quindi ormai solo vecchi reazionari come Gadea, qualche ex-contras nostalgico dei bei tempi della guerra civile, chi intende la politica come fede calcistica e non tradisce la squadra liberale anche se è andata in serie B, i dissidenti e i purgati dal FSLN, poveri intellettuali e/o idealisti e/o filo statunitensi del Movimento Rinnovatore Sandinista, delle associazioni della società civile, dei movimenti femministi, e dei movimenti per i diritti degli omosessuali.</p>
<p>Il FSLN è una macchina da guerra perfetta e per questo ha sbaragliato tutti gli avversari e oggi ancora più di ieri si erge a unica forza in grado di governare questo paese, con un capitale politico enorme: due nicaraguensi su tre (!) sposano il progetto di Ortega. Progetto che ormai non avrà più ostacolo alcuno se consideriamo che nella passata legislatura con 38 deputati, il Frente aveva in mano solo il 41% del Parlamento, ora che i deputati saranno 59, o giù di lì … vi sarà una maggioranza blindata saldamente sopra il 60%. </p>
<p>Ma torniamo a Stand by me, di cui purtroppo il lavaggio del cervello subliminale notturno ha prodotto che mi sia rimasta in mente la, pessima, versione italiana “pregherò per te” <em>… pregherò per te, che hai la notte nel cuor e se tu lo vorrai crederai, io lo so perché tu la fede non hai, ma se tu lo vorrai … crederai …(se fossi in video qui farei lo sguardo da pazzo …)</em></p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://armadilloblog.wordpress.com/2011/11/07/in-trionfo-di-ortega/"><img src="http://img.youtube.com/vi/hRixNma7loM/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
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		<title>ore 12: calma piatta</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 19:03:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppeaieta</dc:creator>
				<category><![CDATA[nicaragua]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[vita da volontario]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo finalmente al grande giorno! Oggi 3.4 milioni di nicaraguensi esprimeranno il loro voto per decidere chi governerà il Paese nei prossimi cinque anni. Verso le nove e mezza, quando è ormai chiaro che il Catania non farà sorprese a San Siro e aver appreso che il mio piano partita, patatine e birre per far [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=armadilloblog.wordpress.com&amp;blog=8087702&amp;post=801&amp;subd=armadilloblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo finalmente al grande giorno! Oggi 3.4 milioni di nicaraguensi esprimeranno il loro voto per decidere chi governerà il Paese nei prossimi cinque anni.</p>
<p>Verso le nove e mezza, quando è ormai chiaro che il Catania non farà sorprese a San Siro e aver appreso che il mio piano partita, patatine e birre per far passare qualche ora in attesa della veglia notturna per i primi risultati elettorali è stato lavato via dalle piogge su Napoli, decido di affacciarmi sulla città.</p>
<p>Ho una scuola praticamente voltato l’angolo, ma preferisco fare un giro largo per vedere un po’ che aria si respira in città.</p>
<p>Mi sorprende vedere il supermercato Palì aperto, come qualsiasi altra domenica. Anche la Matagalpa ha deciso per l’apertura, mentre la Colonia tiene le saracinesche serrate, mi perdo in improbabili dietrologie politiche sulle diverse scelte fatte dai vertici delle catene commerciali, poi lo sguardo cade su un foglio bianco appeso sull’entrata de La Favorita, un negozio relativamente grande del centro, che oggi è chiuso ma annuncia la regolare riapertura per domani, lunedì.</p>
<p>Matagalpa è tranquilla. Più o meno come qualsiasi domenica, qualche negozio è aperto. Sarebbe da vedere esattamente quanti meno rispetto alle altre domeniche dell’anno. Il Barista, dove fanno il miglior espresso della città, e di cui per questo sono assiduo frequentatore, ha deciso per la chiusura.</p>
<p>La strana sensazione di essere un intruso mi accompagna per tutta la passeggiata … in fondo oggi e come ieri, e così sarà domani, non dovrei percepirmi diverso, allo stesso tempo sento, potere dell’autosuggestione, che debba essere la giornata dei nicaraguensi, solamente la loro, e che io, come <em>chele</em> non ho diritto a partecipare nella scena …</p>
<p>Incontro i vicini che mi mostrano convinti il pollice macchiato con inchiostro viola segno che hanno esercitato il loro diritto.</p>
<p>Finalmente decido che la mia intrusione è sufficiente, rientro verso casa passando davanti alla scuola, sbircio dal cancello aperto e vedo un po’ di gente quasi ordinatamente affollata sotto l’albo con la lista degli aventi diritto al voto in quel seggio, stanno verificando che il loro nome sia presente prima di passare a fare la fila per votare, qualche metro più in là.</p>
<p>Alla televisione il capo della polizia, Aminta Granera, una signora di mezza età dalla faccia rassicurante, conferma il titolo del giornale che ho appena comprato “calma relativa” (sopra la foto, questa meno rassicurante, di forze dell’ordine in tenuta anti-sommossa), e sottolinea come nonostante i disturbi occorsi ieri (in vari punti del Paese ci sono state proteste e scontri a causa del fatto che le autorità centrali hanno ritardato la consegna degli accrediti per l’accesso degli osservatori dei partiti di opposizione al seggio), non si stanno vivendo in Nicaragua situazioni gravi occorse ancora nelle ultime elezioni in Messico, Gatemala, Colombia dove ci sono stati vari morti.</p>
<p>Il canale 4, “canale della dignità sandinista”, contraddice il suo lemma con un fastidioso gioco con il 2 della scritta permanente in un angolo del teleschermo “elezioni 2011”: il numero 2 viene ingrandito e rimpicciolito in continuazione, con evidente ammiccamento al fatto che bisogna votare per la lista 2, quella del FSLN. </p>
<p>Il responsabile degli osservatori dell’Unione Europea letteralmente sommerso dai microfoni dichiara che al momento non gli risultano irregolarità particolarmente gravi, ma che ovviamente bisogna aspettare fino alla fine di questa lunga giornata.</p>
<p>Aspettiamo allora …</p>
<p>Nel frattempo mi si ripresenta alla mente un motivetto che da qualche giorno mi ronza in testa, e mio malgrado mi ritrovo a canticchiare &#8230; </p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://armadilloblog.wordpress.com/2011/11/06/ore-12-calma-piatta/"><img src="http://img.youtube.com/vi/swRs9afKUGM/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/armadilloblog.wordpress.com/801/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/armadilloblog.wordpress.com/801/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/armadilloblog.wordpress.com/801/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/armadilloblog.wordpress.com/801/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/armadilloblog.wordpress.com/801/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/armadilloblog.wordpress.com/801/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/armadilloblog.wordpress.com/801/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/armadilloblog.wordpress.com/801/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/armadilloblog.wordpress.com/801/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/armadilloblog.wordpress.com/801/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/armadilloblog.wordpress.com/801/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/armadilloblog.wordpress.com/801/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/armadilloblog.wordpress.com/801/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/armadilloblog.wordpress.com/801/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=armadilloblog.wordpress.com&amp;blog=8087702&amp;post=801&amp;subd=armadilloblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Aspettando le elezioni</title>
		<link>http://armadilloblog.wordpress.com/2011/11/04/aspettando-le-elezioni/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 15:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppeaieta</dc:creator>
				<category><![CDATA[nicaragua]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Fra tre giorni si vota. Teoricamente da ieri non si può più fare propaganda elettorale, ma ho appena visto uno spot dove il cardinal Obando, &#8220;alleato&#8221; di Ortega, in una messa, alla quale assiste la coppia presidenziale, elenca i vari programmi statali specificatamente dedicati alla lotta alla povertà. Ovviamente dopo aver sottolineato che non si [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=armadilloblog.wordpress.com&amp;blog=8087702&amp;post=795&amp;subd=armadilloblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fra tre giorni si vota. Teoricamente da ieri non si può più fare propaganda elettorale, ma ho appena visto uno spot dove il cardinal Obando, &#8220;alleato&#8221; di Ortega, in una messa, alla quale assiste la coppia presidenziale, elenca i vari programmi statali specificatamente dedicati alla lotta alla povertà. Ovviamente dopo aver sottolineato che non si può votare per chi si dice a favore dell’aborto (questo tema e uno sui quali si è battuto di più in quest’ultimo periodo della campagna elettorale, e il Frente si è auto-investito quale maggior paladino contro “la cultura della morte”).</p>
<p>L’influenza della Chiesa, comunque non tutta a favore del Frente, appare evidente: per esempio, lunedì compro il giornale El Nuevo Diario, a pagina 3 l’articolo “La Chiesa insiste di votare contro l’aborto”, mentre a pagina cinque si trova un testo che riprende le parole del presidente della conferenza episcopale nicaraguense, testo nel quale scopro che è stata emessa dall’istituzione religiosa una “guida del votante”, dove si tratteggia il profilo del “buon candidato”.</p>
<p>Ora passano mini-servizi in cui si intervista un medico, una contadina, una pensionata, eccetera, tutti a dire bene del Governo.</p>
<p>Quello che si sta evitando è lo spot classico, con la musichetta, la gente con la maglietta, votantonio votantonio votantonio … però non mi sembra proprio un gran silenzio elettorale …</p>
<p>Le ultime inchieste prevedono un trionfo per Ortega: 58.3%, al secondo posto gli indecisi o i “malfidati” che non si pronunciano: 22.6%, poi Gadea 15.5%, e Aleman 3%.</p>
<p>Non ci sarà proprio partita?</p>
<p>Oggi la mia controparte non è potuta andare a La Dalia perché un gruppo di liberali bloccava la strada per protesta: ce l’hanno col Governo che a loro dire non li ha, volutamente, forniti di carta di identità, indispensabile per votare.</p>
<p>Il voto inizierà alle 7:00 di domenica ed andrà avanti per tutto il giorno, fino a esaurimento delle file (mi hanno detto che la gente va all’alba davanti ai seggi a mettersi in coda).</p>
<p>Da sabato entra in vigore la “ley seca”, la “legge secca”: per evitare di fomentare problemi di ordine pubblico per 48-72 ore sarà vietata la vendita di alcolici. Domani toccherà andare a fare scorta di birra … Poi bisogna sempre vedere … se la ley seca funziona come il silenzio elettorale, qualche scappatoia si può immaginare.</p>
<p>In generale nell&#8217;aria si sente la giusta eccitazione, e tutto sommato poca di quella tensione che mi venivano vaticinando da mesi.</p>
<p>Intanto peró lunedì non si lavora quasi da nessuna parte, che … nessuno sa veramente cosa succederà lunedì …</p>
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		<title>passaggio a nord-est</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 23:40:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppeaieta</dc:creator>
				<category><![CDATA[cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[eventi armadillici]]></category>
		<category><![CDATA[nicaragua]]></category>
		<category><![CDATA[post con foto]]></category>
		<category><![CDATA[vita da volontario]]></category>

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		<description><![CDATA[No, non siete finiti sul sito di una qualche trasmissione di un qualche Angela &#8230; semplicemente prima di rituffarmi virtualmente nel mondo nica (fisicamente mi ci sono rituffato necessariamente da piú di due settimane), archivio gli scampoli di un paio di eventi informativi di cui sono stato protagonista nel mio passaggio in Svizzera, nel mio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=armadilloblog.wordpress.com&amp;blog=8087702&amp;post=768&amp;subd=armadilloblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, non siete finiti sul sito di una qualche trasmissione di un qualche Angela &#8230; semplicemente prima di rituffarmi virtualmente nel mondo nica (fisicamente mi ci sono rituffato necessariamente da piú di due settimane), archivio gli scampoli di un paio di eventi informativi di cui sono stato protagonista nel mio passaggio in Svizzera, nel mio passaggio a nord-est &#8230; appunto.</p>
<p>Innanzitutto qualche foto della serata del 5 ottobre 2011 al centro Integrazione per tutti di Besso: una serata che mi ha riempito di soddisfazione per il numero, la composizione, il livello di attenzione di chi mi ha fatto l&#8217;amicizia di venire (seguire il link per le foto):</p>
<p>http://www.kizoa.it/slideshow/d2029431k4827339o1/presentazione-armadillo-051011</p>
<p>Poi siccome non sono riuscito a caricare direttamente sul sito la registrazione riporto la trascrizione dell&#8217;intervista passata in diretta sulla Rete 2 della RSI, nella trasmissione Il Punto, il 7 ottobre 2011. Per chi ci tenesse ad ascoltare la mia voce in versione telefono erotico ed i miei acrobatici tentennamenti da diretta posso sempre spedirvi per mail il file mp3.</p>
<p><em><strong>Lina Simoneschi: Siamo al nostro approfondimento del pomeriggio e siamo collegati con Giuseppe Aieta che saluto subito &#8230;</strong></p>
<p>Giuseppe Aieta: Buongiorno.</p>
<p><strong>Buongiorno, lei é economista impegnato da due anni in Nicaragua come volontario in aiuto di un’associazione nicaraguense di sviluppo rurale, ed é stato a Lugano mercoledí a raccontare questa sua esperienza di volontariato. Durante questo incontro telefonico vorremmo saperne qualcosa di piú anche noi. Innanzitutto lei ha adottato la formula di volontariato con Inter-Agire &#8230;</strong></p>
<p>Sí esatto, Inter-Agire é un’associazione ticinese che seleziona profili di professionisti, di persone che hanno un’esperienza lavorativa, oppure di studenti appena usciti dall’universitá peró con competenze specifiche, che hanno interesse a fare un’esperienza nel Sud del mondo, in particolare in America Latina. Da un lato quindi ci sono queste persone interessate a questo tipo di esperienza, dall’altro una rete di organizzazioni non governative dei Paesi del Sud che hanno delle esigenze professionali specifiche che sul posto non si trovano o si trovano difficilmente, e quindi si crea questo collegamento e noi andiamo a rafforzare queste realtá locali.</p>
<p><strong>E quindi lei é andato con Inter-Agire come economista per questo progetto di aiuto dello sviluppo rurale, un progetto che sostanzialmente si propone anche di aiutare, di dar credito all’agricoltura dove le banche non arrivano. Ci racconti questo progetto che lei sta seguendo da due anni giusto?</strong></p>
<p>Sono due anni che sono in Nicaragua, sono a Matagalpa, una cittá del Nord del Paese, e rimarró ancora un anno. Normalmente queste esperienze durano al massimo tre anni perché l’idea di fondo e di passare le nostre competenze a una persona in particolare e in generale all’associazione che andiamo ad appoggiare giú: tre anni dovrebbero essere sufficienti per garantire che le nostre conoscenze sono passate e che quindi questa competenza é appropriata.</p>
<p><strong>E sta succedendo cosí?</strong></p>
<p>Sí, io sono abbastanza soddisfatto, devo dire che ho avuto anche molta fortuna perché l’associazione in cui lavoro é veramente una buona associazione &#8230;</p>
<p><strong>Come si chiama l’associazione in Nicaragua?</strong></p>
<p>Si chiama ADDAC, associazione per lo sviluppo rurale e comunale &#8230;</p>
<p><strong>Perché appunto lei sta aiutando, lei e la sua associazione con il suo lavoro di volontariato, dei contadini, ben tremila famiglie che non hanno i requisiti per avere i crediti “ufficiali”, insomma quelli delle banche &#8230;</strong></p>
<p>Sí, l’associazione ha vent’anni di esperienza, sono partiti con poche famiglie poi la cosa é andata crescendo: sono partiti in particolare sugli aspetti piú produttivi (le competenze che piú si trovano nell’associazione sono persone che hanno studiato agronomia) e quindi avevano iniziato con il miglioramento delle produzioni e tentare di far passare il discorso dell’agricoltura biologica giá fin dall’origine dell’associazione. Poi automaticamente, man mano, crescendo, e rendendosi conto che lo sviluppo non é solo produzione ma anche associazione, unitá fra le persone, sviluppo dei diritti umani, eccetera, man mano si sono integrati vari altri elementi: non solo la produzione, non solo gli aspetti tecnici, ma anche gli aspetti di commercializzazione, di associativismo, si sono create delle cooperative, e, in questa evoluzione, a un certo punto ci si é resi conto che molti di questi micro-imprenditori avevano necessitá di credito, cosa che difficilmente riuscivano ad ottenere dal sistema finanziario tradizionale che non si fidava delle poche garanzie.</p>
<p><strong>Ecco, concretamente ci faccia un esempio di un caso, di una famiglia, di un piccolo imprenditore, di un piccolo contadino che siete riusciti ad aiutare tramite questo sistema di microcredito alternativo … fuori dal sistema ufficiale … Non so come lo definiate voi &#8230;</strong></p>
<p>Sí, sí, possiamo parlare di “alternativo” &#8230; di finanza alternativa &#8230; mah, gli esempi sono molti, sono centinaia in realtà &#8230;</p>
<p><strong>… l’ultimo, o uno che le sembra rappresentativo anche per i nostri ascoltatori qui della radio svizzera</strong></p>
<p>&#8230; in particolare io non tratto direttamente con i produttori, nel senso che il mio ruolo é piú di formazione sia dei promotori di credito, che sono dei ragazzi che hanno il contatto diretto, che non hanno una formazione specifica in credito e quindi hanno delle grosse lacune, e questo a volte puó portare ad avere dei problemi sia a livello della concessione del credito sia poi del recupero del credito, del seguimento che possiamo dare a queste famiglie, quindi io mi concentro in particolare sulla formazione di questi sei ragazzi &#8230;</p>
<p><strong>Che resteranno sul posto, giusto? Questo é importante &#8230;</strong></p>
<p>Certo, questi sono tutti ragazzi nicaraguensi</p>
<p><strong>Non formati nel senso che non hanno nessuna nozione di economia</strong></p>
<p>Non hanno nozioni di economia, a volte vengono da altri lavori, da altre esperienze &#8230; fa un po’ parte della forma in cui l’associazione promuove i suoi lavoratori, ad esempio abbiamo un paio che erano autisti e che sono passati a fare i promotori, quindi questo &#8230; da un certo punto di vista io lo trovo molto positivo, perché é una possibilitá per loro di svilupparsi, é ovvio che nella nostra concezione occidentale di superspecializzazione delle persone a volte puó lasciare perplessi dire stiamo gestendo una cosa delicata come il credito con persone che non sono ancora formate a questo.</p>
<p><strong>Sí, é impensabile quasi &#8230; é molto difficile diciamo &#8230;</strong></p>
<p>Beh, alla fine devo dire che in qualche modo la cosa funziona anche perché non é solo una questione economica.</p>
<p><strong>Appunto é una questione soprattutto di formazione, forse anche di mentalitá, di riuscire appunto a capire come avere questi crediti, capire che poi questi soldi vanno ridati, e che la loro é una piccola impresa che deve funzionare comunque con i criteri di un’impresa, quindi un intento di formazione molto importante.</strong></p>
<p>Fondamentale direi, effettivamente da un certo punto di vista queste associazioni a volte erano state abituate nel tempo, soprattutto quando il loro appoggio era specificatamente tecnico, a ricevere finanziamenti per poter distribuire attrezzi oppure sementi e spesso questo tipo di appoggio al contadino era gratuito o comunque questi doveva parzialmente ridare una parte di quel valore e la si metteva in un fondo che veniva gestito dalla stessa comunità, mentre il credito è qualcosa che chiede un interesse quindi a un certo punto c’era quasi una dicotomia interna fra quello che era una parte dell’associazione che faceva questo tipo di appoggio e un’altra parte che invece chiedeva un corrispettivo … mentre effettivamente la realtà è che stiamo parlando di due livelli diversi dello sviluppo: in una prima fase quando non si hanno le basi per poter produrre è possibile che sia necessaria una iniezione iniziale per avviare il tutto, pero una volta che il produttore è arrivato a un certo livello deve poi fare quel salto che lei appunto diceva di mentalità, di riuscire a pianificare.</p>
<p><strong>E lei ha visto un cambiamento di mentalità, perché di cultura economica ci vogliono più anni, insomma, ma … in questi due anni?</strong></p>
<p>Come dicevo io mi sto occupando particolarmente di cambiare mentalità all’interno della stessa associazione, e devo dire che questa divisione che si era creata internamente la stiamo superando, e soprattutto vedo i progressi che fanno questi ragazzi che sto seguendo, che magari prima avevano loro stessi dei limiti per poter poi fare un discorso migliore di formazione a loro volta verso i produttori. E stiamo vedendo che effettivamente avevamo dei problemi abbastanza grossi di morosità e stiamo rientrando abbastanza …</p>
<p><strong>Appunto uno era il problema della morosità che allora lei ci ha detto che state cercando di risolvere. Perché è proprio un po’ lo scopo anche di Inter-Agire di portare formazione quindi di portare know how non di portare solo soldi e poi lasciare la gente così com’è, quindi questo è un intento di volontariato particolare … particolarmente interessante …</strong></p>
<p>Sono totalmente d’accordo sull’interesse di questo tipo di volontariato! Effettivamente secondo me è la forma migliore: dare gli elementi alle persone di poter svilupparsi, rafforzare realtà che già esistono, perché a volte c’è un preconcetto rispetto ai Paesi del Sud del mondo pensando che non ci sia niente, in realtà ci sono molte cose, soprattutto c’è molta voglia di emergere, e anche ci sono già competenze, ci sono già realtà, ci sono già cose che funzionano, non dobbiamo per forza andar giù noi con soldi e mezzi e tutto, a volte semplicemente dovremmo assecondare alcune cose che vengono su già direttamente li e quindi a maggior ragione hanno molto più senso perché siccome sono nate lí hanno radici più forti e anche una speranza più grande di rimanere, di continuare.</p>
<p><strong>E lei Giuseppe Aieta come si trova personalmente a vivere in Nicaragua, naturalmente un paese ben diverso dalla Svizzera, lei stesso scrive nel suo blog “un Paese dove si considera normale dipingere il municipio con i colori del partito che ha vinto le elezioni”, quindi anche dal punto di vista politico, democratico, è ben diverso dalla Svizzera.</strong></p>
<p>Bisogna considerare che si può essere a un livello diverso di maturazione di alcuni processi. E poi ci possono anche essere delle interpretazioni diverse della realtà e quindi una cosa del genere magari a me può chiamare l’attenzione a un nicaraguense sembra totalmente normale.</p>
<p><strong>Comunque lei si è integrato bene, si trova bene?</strong></p>
<p>Si io mi sono integrato molto bene. Mi trovo bene, mi piace il Nicaragua e mi trovo molto bene soprattutto con le persone, che è la cosa fondamentale.</p>
<p><strong>E ci resterà ancora un anno a portare avanti questo progetto, che ha un nome?</strong></p>
<p>Il progetto per Inter-Agire l’abbiamo chiamato “Armadillo para Nicaragua” … così per dare un nome simpatico al progetto …</p>
<p><strong>Sono già le diciassette e venticinque, il tempo è davvero volato e quindi dobbiamo concludere questo spazio che abbiamo dedicato a lei e al progetto qui sulla Rete 2. Per chi volesse aiutare il volontariato in Nicaragua o per chi volesse semplicemente avere delle informazioni in più possiamo dare il suo blog?</strong></p>
<p>Il mio blog è: www.armadilloblog.wordpress.com</p>
<p><strong>Oppure basta che mette magari Giuseppe Aieta su google e trova Nicaragua. Oppure Inter-Agire?</strong></p>
<p>www.interagire.org</p>
<p><strong>E alla fine dell’anno prossimo farà un resoconto immagino dei suoi tre anni di questo progetto di aiuto in Nicaragua e magari torneremo a parlarne quando sarà di nuovo di ritorno.</strong></p>
<p>È possibile che porti la persona con la quale sto lavorando in Nicaragua, la persona con cui ho più diretto contatto, a fare un’esperienza … sempre nell’ambito delle possibilità di cooperazione che offre Inter-Agire c’è la possibilità di portare qualcuno dal Sud qui per un periodo formativo, quello potrebbe essere interessante anche.</p>
<p><strong>Grazie a Giuseppe Aieta che torna in Nicaragua per Inter-Agire.</strong></p>
<p>Grazie a lei.</em></p>
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		<title>Armadillo en Suiza</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 09:19:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppeaieta</dc:creator>
				<category><![CDATA[cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[eventi armadillici]]></category>
		<category><![CDATA[vita da volontario]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao a tutti, ieri è andata in onda sulla Rete 3 della RSI un&#8217;intervista che mi aveva fatto la giornalista Cristina Rosati qualche mese fa. Replica domenica prossima alle 10:15. Comunque sul sito di Cristina (crisinarosatibook.wordpress.com) è disponibile la registrazione nel post &#8220;Elezioni in Nicaragua 3: Partecipazione&#8221;. Vi ricordo che: mercoledì 5 ottobre, alle 20:15, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=armadilloblog.wordpress.com&amp;blog=8087702&amp;post=763&amp;subd=armadilloblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti,</p>
<p>ieri è andata in onda sulla Rete 3 della RSI un&#8217;intervista che mi aveva fatto la giornalista Cristina Rosati qualche mese fa. Replica domenica prossima alle 10:15. Comunque sul sito di Cristina (crisinarosatibook.wordpress.com) è disponibile la registrazione nel post &#8220;Elezioni in Nicaragua 3: Partecipazione&#8221;.</p>
<p>Vi ricordo che:</p>
<p>mercoledì 5 ottobre, alle 20:15,<br />
al Centro integrazione per tutti,<br />
Via Besso 5, Lugano</p>
<p>farò una presentazione sulla mia esperienza in Nicaragua.</p>
<p>Vi aspetto!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/armadilloblog.wordpress.com/763/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/armadilloblog.wordpress.com/763/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/armadilloblog.wordpress.com/763/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/armadilloblog.wordpress.com/763/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/armadilloblog.wordpress.com/763/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/armadilloblog.wordpress.com/763/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/armadilloblog.wordpress.com/763/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/armadilloblog.wordpress.com/763/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/armadilloblog.wordpress.com/763/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/armadilloblog.wordpress.com/763/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/armadilloblog.wordpress.com/763/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/armadilloblog.wordpress.com/763/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/armadilloblog.wordpress.com/763/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/armadilloblog.wordpress.com/763/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=armadilloblog.wordpress.com&amp;blog=8087702&amp;post=763&amp;subd=armadilloblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La reina del maïz</title>
		<link>http://armadilloblog.wordpress.com/2011/08/24/la-reina-del-maiz/</link>
		<comments>http://armadilloblog.wordpress.com/2011/08/24/la-reina-del-maiz/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 16:47:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppeaieta</dc:creator>
				<category><![CDATA[cooperativismo]]></category>
		<category><![CDATA[nicaragua]]></category>
		<category><![CDATA[post con foto]]></category>
		<category><![CDATA[vita da volontario]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sono stato al sesto anniversario della Cooperativa Flor de Jamaica, nella comunitá San Pablo, municipio di San Ramon. Fatti salienti della giornata: . non avevo capito che andavamo a San Pablo, pensavo che la festa la facessero a San Ramon &#8230; cosa cambia? Mah &#8230; mezz’ora / quaranta minuti in piú di strada, peró [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=armadilloblog.wordpress.com&amp;blog=8087702&amp;post=756&amp;subd=armadilloblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sono stato al sesto anniversario della Cooperativa Flor de Jamaica, nella comunitá San Pablo, municipio di San Ramon.</p>
<p>Fatti salienti della giornata:</p>
<p>. non avevo capito che andavamo a San Pablo, pensavo che la festa la facessero a San Ramon &#8230; cosa cambia? Mah &#8230; mezz’ora / quaranta minuti in piú di strada, peró ovviamente la parte piú sobbalzante &#8230;</p>
<p>. la festa di anniversario era anche festa del raccolto, <em>fiesta de la cosecha</em>, dato che é in questo periodo che si miete il mais: appena arrivati ci hanno rimpinzato di, nell’ordine: <em>guirilla con cuajada</em> (la guirilla é una specie di tortilla, un po’ piú spessa, e molto piú saporita della tortilla quotidiana, in quanto la prima é di mais fresco la seconda di mais secco, la cuajada un formaggio fresco), <em>atol</em>: una specie di budino fatto con farina di mais e latte (credo), buono!, <em>elote</em> (classica pannocchia lessa), e infine <em>tamal</em> (una piccola massa di farina di mais avvolta nelle foglie della stessa pannocchia del mais),</p>
<p>. la celebrazione é stata interessante e, contrariamente ai miei timori iniziali, non eccessivamente prolissa, ci sono stati vari numeri culturali: balli, musica, anche una poesia, il discorso del presidente della cooperativa, la presentazione, molto sintetica, del bilancio dell’organizzazione,</p>
<p>. immancabile il concorso di elezione della reginetta del mais: quattro delle sei comunitá che partecipano alla cooperativa hanno inviato una coppia al concorso, composta dalla reginetta (ignoro se si siano fatte delle preselezioni interne a ogni comunitá) e dal “reginetto” &#8230; che come spesso accade in questi casi faceva veramente solo da contorno: era chiaro che al centro dell’attenzione erano le ragazze, peraltro se queste avevano 12-14 anni, i maschietti erano, a parte uno, dei bambini di 8-10 anni,</p>
<p>. quando i miei colleghi mi avevano parlato del concorso della <em>reina</em>, avevo pensato &#8230; andiamo bene &#8230; é cosi che stiamo incidiendo sulla visione che si ha della donna nelle comunitá? In realtá la cosa era molto tranquilla e i criteri per determinare la coppia vincente sono stati piú che altro la cura con cui era stato preparato il vestito (che in qualche modo doveva richiamare al mais) e la preparazione sui temi del cooperativismo (le coppie hanno dovuto rispondere a specifiche domande dell’inflessibile e incorruttibile gran giurí &#8230;)</p>
<p>. che, per garantire la massima trasparenza ed evitare combine, é stato presieduto dalla persona piú insospettabile dato che espressamente venuta dall’Europa per questa difficile incombenza &#8230; sto parlando di me stesso, e integrato da alcune colleghe di ADDAC, anch’esse prive di vincoli diretti con le coppie contendenti &#8230;</p>
<p>. all’annuncio della vittoria, la neo-reginetta Darling del Carmen, della comunitá di San Pablo, ha reagito come se gli avessero annunciato una condanna a morte, e con questo animo, dopo un paio di secondi di esitazione, si é alzata dalla sedia per farsi incoronare e premiare &#8230;</p>
<p>. la differenza di preparazione fra la vincitrice e le altre concorrenti la attribuí al fatto che venisse da San Pablo, la piú grande delle comunitá che partecipano alla cooperativa. Ho immaginato come chi é di San Pablo se la tiri rispetto agli altri &#8230; poi al rientro, entrando a San Ramon, mi é sembrato di essere arrivato alla grande civilizzazione &#8230; mi succede spesso quando rientro da Rancho Grande o da Pancasan a Matagalpa, che in quei momenti mi sembra una metropoli &#8230; e proprio vero che a questo mondo tutto é relativo.</p>
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		<title>Spiazzanti!</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 22:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppeaieta</dc:creator>
				<category><![CDATA[nicaragua]]></category>
		<category><![CDATA[vita da volontario]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante siano quasi due anni che vivo in Nicaragua ci sono ancora atteggiamenti dei nicaraguensi che non riesco a decifrare del tutto, una frase o un atto che mi prendono di sorpresa o mi disorientano, o mi lasciano a bocca aperta … Ecco alcuni esempi recenti … Colazione con vista La festa di Angel era [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=armadilloblog.wordpress.com&amp;blog=8087702&amp;post=747&amp;subd=armadilloblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante siano quasi due anni che vivo in Nicaragua ci sono ancora atteggiamenti dei nicaraguensi che non riesco a decifrare del tutto, una frase o un atto che mi prendono di sorpresa o mi disorientano, o mi lasciano a bocca aperta … Ecco alcuni esempi recenti …</p>
<p><strong>Colazione con vista</strong></p>
<p>La festa di Angel era stata buona, lunghissima, dalle tre-quattro di pomeriggio, quando finalmente era riuscito a carbonizzare il pollo previsto per sfamare la ventina di invitati, in quello che si rivelerà poi un pranzo-cena, fino a tipo l’una di notte.</p>
<p>Alle cinque e mezza mi sveglio con un caldo insopportabile: nel dormitorio oltre ai sei posti a castello, su tre piani, io sono all’ultimo, sarà per quello, penso, l’aria calda tende a salire verso l’alto, sparpagliate sul pavimento ci sono almeno cinque persone.</p>
<p>A loro insaputa metto a forte repentaglio la vita di almeno due di queste mentre tento di calarmi a terra dalla mia postazione a un paio di metri dal suolo.</p>
<p>Fuori sorge il sole sulla splendida Laguna de Apoyo, l’aria è fresca. Tento di dormire su un’amaca, ma c’è troppa luce e poi … ho fame!!!</p>
<p>Decido di prendere la <em>camioneta</em> e andare a mangiare al Mirador de Catarina, lo spettacolare punto di vista sulla Laguna che deve stare lì, da qualche parte sopra le nostre teste: essendo un luogo turistico sicuro che qualcosa di aperto lo trovo.</p>
<p>Quando arrivo ovviamente c’è una nebbia che si può tagliare con il coltello … niente vista, ma la priorità è un’altra in quel momento: la mia pancia ancora allagata di birra necessita cibo solido, in questi casi la colazione nica è un vero toccasana.</p>
<p>I ristoranti da turisti affacciati sul mirador, in orario “normale” fastidiosamente corredati da “butta dentro” con menu sventolanti, appaiono fra il chiuso e l’appena aperto: quanto mi mancano, di colpo, gli scoccianti accalappia-clienti!!</p>
<p>Finalmente una porta si apre e vengo cortesemente invitato ad entrare in uno di questi trita-turisti. Il servizio impeccabile contrasta fortemente con ogni dettaglio del locale, dall’arredamento alle stoviglie … tutto un po’ vecchio, un po’ logoro, una vaga sensazione di non tanto pulito … chiaro, normalmente possono puntare sulla distrazione della splendida vista, ma fuori dalla finestra ora c’è solo un lago di nebbia …</p>
<p>Assestato lo stomaco, chiedo il conto. “Centodieci Cordoba”. “Centodieci Cordoba!!!” faccio io stupito (normalmente una colazione può andare dai 40 ai 60 …). Senza batter ciglio, il cameriere giustifica disarmante: “eh, c’era anche il caffè …”. Ah beh … se c’era anche il caffè … che posso dire, non mi posso proprio lamentare …</p>
<p><strong>L’ambulanza del popolo</strong></p>
<p>Riscendo all’ostello a vedere que onda e come stanno i superstiti della notte. Con la solita lentezza dei gruppi grandi un po’ alla volta ci tiriamo insieme, come si direbbe in buon ticinese. Con Diana, Filippo e Mattia siamo pronti per proseguire nel nostro fine settimana lungo per la festa della Rivoluzione del 19 luglio.</p>
<p>Ritorno al Mirador, già senza nebbia, giro per i Pueblos Blancos, arriviamo la sera a Granada che è già scuro. Dobbiamo trovare un parcheggio custodito per la <em>camioneta</em>. Dopo un paio di tentativi a vuoto, finalmente mi indicano il posteggio dei <em>bomberos</em>, che sarebbero i pompieri. Arriviamo al luogo indicato ma in realtà c’è la Croce Rossa … vabbé, non perdiamoci nei dettagli, l’importante è trovare un rifugio notturno per l’auto.</p>
<p>Un addetto mi indica dove piazzarmi: mi mette dietro un’altra auto. Dopo la manovra mi rimane il dubbio che, per come sono disposte le macchine, le due che stanno ai lati di quella che ostruisco totalmente potrebbero avere dei problemi per uscire, lo faccio notare al ragazzo che mi chiarisce che no, quella che non può uscire è quella davanti a me … ma va? Non l’avevo notato … vabbé, scendiamo dall’auto e gli chiedo se devo pagare subito (lo so che devo pagare subito, che questa è la prassi ma … ci sta di rompere un po’ no?), poi gli chiedo quanto gli devo … e lui “quanto vi ha detto il mio collega?”, si riferisce al primo ragazzo che ci aveva accolto all’entrata del posteggio. Io, che sono troppo stanco per star là a sindacare, gli dico “il tuo collega ci ha detto 60 … ma se il prezzo è fisso …” intendendo, perché hai bisogno di chiedermi quanto ha detto l’altro &#8230; lui si “giustifica” dicendo che l’altro è nuovo e non sa i prezzi … vabbé … lasciamo perdere …</p>
<p>il ragazzo poi ci tiene a informarci che quello è il posteggio della Croce Rossa e che i soldi che raccolgono in quel modo servono per comprare la benzina della loro unica ambulanza. Noi gli chiediamo sorpresi “ma avete solo un’ambulanza??” ci sembra decisamente poco per una città come Granada … lui dice sì, noi insistiamo, “ma non è possibile! Come fate? Un città così grande!”, finalmente cede “sì è vero, c’è anche un’altra ambulanza”. Lo stesso è poco ma … già un po’ meglio … “C’è un’altra ambulanza … stanno a due-tre isolati da qui” continua il posteggiatore, “… ma per quella bisogna pagare, invece il nostro servizio è gratuito” … poi incalza: “perché noi siamo l’ambulanza del popolo! … invece quell’altra vogliono i soldi!”, ripete che loro sono l’ambulanza del popolo e io già mi aspetto una tirata sul comandante Ortega o giù di lì, invece al terzo tentativo mi mette ko: “perché noi siamo l’ambulanza del popolo, invece l’altra … l’altra è l’ambulanza del governo!” … Ammetto che devo fare un grande sforzo per non mettermi a ridere, soprattutto quando girato l’angolo ci sono ancora tutte le vetrate che danno su una specie di reception dove sono seduti i colleghi del nostro interlocutore occasionale …</p>
<p><strong>Il cliente ha sempre ragione</strong></p>
<p>Il giorno dopo puntiamo verso le spiagge di Tola. Quale scegliere? Naira, una ragazza spagnola alla festa ci aveva parlato di Playa Pie de Gigante. Fermi a un bivio leggiamo la Lonly Planet che recita: <em>Playa Pie de Gigante è una splendida mezzaluna di sabbia bianca stretta tra le montagne ricoperte di foreste selvagge …è famosa da tempo per le sue economiche aragoste, da gustare con un servicio di rum in uno dei ristorantini ospitati in baracche sgangherate sul mare</em>. Che aspettiamo! Il posto in effetti è stupendo e alla fine troviamo una sistemazione che praticamente è casa dei proprietari di uno dei ristorantini di cui sopra, che in men che non si dica colgono al volo l’occasione per arrotondare e trasformano la stanza dei figli nel nostro alloggio per la notte.<br />
Ovviamente la sera ceniamo nel ristorante dei nostri ospitanti. Io e Diana vogliamo l’aragosta. Diana specifica che non gradisce altro contorno che l’insalata. Ok, dice la figlia del proprietario. Che poco dopo torna a dirci che purtroppo non c’è aragosta. Allora gli diciamo che prendiamo il pesce del giorno alla piastra, Diana ribadisce “solo con insalata per me”. La ragazza torna un’altra volta ad annunciare che sì, l’aragosta c’è (probabilmente qualcun altro membro della famiglia è andato a setacciare gli altri ristoranti della comunità in cerca dell’agognato crostaceo). “Quindi aragosta! Contorni completi per me, solo insalata per lei!”. “Va bene, va bene”.<br />
C’è bisogno di dirlo? Ovviamente, come sempre accade in questi casi, la reiterata richiesta viene allegramente ignorata e il piatto di Diana arriva, uguale a quello degli altri, in bella presentazione e con il giusto equilibrio nutrizional-cromatico di riso, tostones, e insalata accanto alla pietanza principale.</p>
<p><strong>Distretto di polizia</strong></p>
<p>Questa storia inizia qualche giorno prima del fine settimana lungo del 19 di luglio, ovviamente culminato con la partecipazione al grande raduno sandinista nella piazza della Fede Giovanni Paolo II (sì lo so è che qui fanno un po’ di confusione …), e in realtà ad oggi non è ancora conclusa …</p>
<p>Il 12 sera arriva il mio amico Mattia all’aeroporto di Managua e io chiedo ad ADDAC che mi prestino un mezzo per andare a prenderlo, che a quell’ora non ci sono più bus.<br />
Al ritorno un po’ distratto dalle chiacchiere, ma soprattutto sorpreso dal fatto che di colpo la corsia sulla quale stavo, senza motivo, senza preavviso e senza spazio per effettuare la manovra s’interrompeva, con un paio di frecce ad indicare che ci si dovesse spostare a quella che nasceva alla destra, e dalla quale però mi separava una linea continua …</p>
<p>Avevo già visto la polizia: fra infrangere la linea continua e portarmi via un cono posto sulla linea orizzontale che delimitava la fine della corsia scelsi improvvidamente (?) di portami via il cono … Inevitabile, l’agente mi ferma … la sua prima reazione quando gli recupero l&#8217;oggetto di plastica da sotto la macchina è: “era un cono nuovo!”, “vabbé, gli dico, si può usare ancora …”. Cerco di convincerlo che è un peccato veniale ma l’ufficiale è inflessibile, scatta la multa, tutto sommato clemente, di 200 Cordoba, corrispondenti a 10 birre, o quattro colazioni in un posto normale o, come abbiamo visto, due con vista sulla Laguna de Apoyo.</p>
<p>Il problema è che il sistema in Nicaragua prevede il ritiro della patente, la possibilità di guidare nel frattempo con il talloncino della multa, per, una volta pagata la stessa, poter recuperare la licenza di condurre.</p>
<p>Pago la multa in banca, con la ricevuta vado alla stazione di polizia di Matagalpa, visto che devo guidare per il week end lungo preferisco farlo con la mia patente … Ma mi dicono che tutti gli agenti della stradale sono per strada e nessuno può ricevermi …</p>
<p>Vabbè, andremo in giro con la ricevuta bancaria … Tornato a Matagalpa ci riprovo, ma un simpatico poliziotto ai bordi della pensione alla reception mi dice che non c’è nessuno della stradale e di riprovare il giorno dopo. Il giorno dopo non posso e cosi per quasi tutta la settimana, vado sabato e … mi fanno passare, anche se mi mandano da un’altra parte rispetto alla prima volta. Chiedo dunque a un agente nel corridoio, che nel giro di dieci secondi mi indica tre uffici differenti … tento incerto all’ultima porta che mi segnala. È una porta tagliata a metà, le classiche porte/sportello di cui si apre l’anta alta per comunicare con il pubblico. Ma in questo caso è tutta chiusa. Busso. Ribusso. Finalmente si apre la parte bassa della porta. Mi piego per sentirmi dire che l’attenzione è solo dal lunedì al venerdì … Vabbé, tornerò un’altra volta … Sono già due passi verso l’uscita quando arriva una che deve essere un superiore, la quale, assicuratasi che devo solo ritirare la patente, ribussa alla porta e intercede per me.<br />
Anche stavolta si è aperta la parte bassa della porta: mi accovaccio per comunicare con l’addetta, che dopo un po’ ha pietà di me e mi fa entrare nello stanzino. Il colpo d’occhio è sconfortante … una vera mazzata per le mie speranze di recuperare la patente: alle spalle dell’agente quasi fino a metà muro sono ammassati faldoni di documenti uno sull’altro, sempre atterra, alla sinistra della poliziotta e al di qua della scrivania grandi buste di plastica trasparente con dentro centinaia di bustine gialle e rosse: sono le multe staccate dalla stradale di Matagalpa, dentro ogni bustina i preziosi documenti di circolazione. Mentre penso che non rivedrò più la mia patente, la signora che evidentemente è il mio unico mezzo per rientrare in possesso della necessaria tesserina di plastica, indicandomi le altre colleghe nello sgabuzzino, mi fa: “… e non ha paura di stare da solo con quattro donne?” … mi ritrovo catapultato di colpo in un B-movie italiano degli anni settanta, quelli dai titoli tipo “la poliziotta della squadra buoncostume” o “la poliziotta fa carriera”, mi verrebbe da rispondere “e che fate? Mi mettete le manette?” ma poi decido che è meglio un’uscita da bravo e innocente c<em>hele</em> del tipo “no, anzi mi sento più sicuro con quattro ufficiali di polizia”. L’ambiente è comunque evidentemente tranquillo e rilassato, e le donne fanno ancora qualche battuta fra di loro. Nel frattempo la mia incaricata fa del suo meglio per ritrovare la mia patente. Da uno schedario di legno nel quale le bustine sono ordinate per iniziale del cognome e legate a pacchetti con l’elastico, come si faceva con le doppie delle figurine, estrae un paio di mazzetti con sulla prima busta ben evidenziata in rosso la lettera “A”: iniziamo un “ce l’ho, mi manca, ce l’ho, mi manca” dove però non esce mai il mio nome.</p>
<p>Alla fine la cortese e simpatica poliziotta mi promette di cercare il documento con più calma: nel frattempo appone firma e timbro sulla ricevuta bancaria a pagamento della multa che adesso è valida per condurre fino al 31 agosto 2011 …</p>
<p><em>to be continued &#8230;</em></p>
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