È un’altra canzone che canticchio stamattina … stanotte mi sono addormentato davanti alla televisione aspettando dei dati più definitivi rispetto alle prime proiezioni basate sul 6.75% degli scrutini che Roberto Rivas, presidente del Consiglio Supremo Elettorale, ha comunicato, quale prima informazione ufficiale, verso le 23.
Già da un’ora comunque un po’ in tutto il Paese i sandinisti stavano festeggiando la vittoria, e subito dopo l’annuncio di Rivas, i canali televisivi affini al Frente hanno iniziato a trasmettere i festeggiamenti nelle piazze.
Deciso che non era il caso di andare a vedere che succedeva a Matagalpa, un po’ perché vicino a casa mia si era concentrato un gruppetto di una ventina di persone di cui non si capiva bene da che parte stavano e che intenzioni avessero, un po’ perché questo dipartimento è stato quello che nel corso della giornata ha fatto registrare più scontri (alcuni seggi sono stati dati alle fiamme a La Dalia e ci sono state violenze a Sebaco e Ciudad Dario), e soprattutto per quel sentimento di cui parlavo nel post precedente di necessaria discrezione verso un evento che logicamente deve essere solo o prevalentemente nicaraguense, ero intenzionato ad andare avanti nella notte elettorale sorbendomi le varie analisi di filogovernativi e oppositori, aspettando dati più solidi.
Nei fatti i canali critici al Frente, dopo aver passato la giornata a raccogliere tutte le possibili testimonianze di anomalie, irregolarità, violenze, vista la mal parata, hanno chiuso le loro trasmissioni quasi subito dopo i primi risultati, mentre i canali filogovernativi, dopo aver passato la giornata a dire che il processo elettorale si stava svolgendo senza nessun problema, si sono concentrati sui festeggiamenti.
Ed è quindi sulle note ripetute all’infinito di “Nicaragua triunfarà”, il jingle elettorale con parole ad hoc e musica della celeberrima “Stand by me”, che mi sono addormentato sul divano, svegliandomi alle tre, con risultati non molto più definitivi di quelli delle 23 …
Infatti ora che è mezzogiorno, a 18 ore dalla chiusura dei seggi, il dato ufficiale è basato solamente sul 38.8% dei voti: per fortuna che i dati della vittoria di Ortega (64% dei suffragi!) sono talmente schiaccianti che automaticamente sgonfiano tutte le tensioni. Ma non voglio immaginare cosa starebbe succedendo se si fosse in una situazione di testa a testa.
Parliamoci chiaro, in queste ore ne ho viste e sentite un po’ di tutti i colori, e fra le rassicurazioni governative e le accuse degli oppositori credo che la verità possa stare da qualche parte nel mezzo: non escludo che il processo abbia avuto delle forzature.
L’entità della vittoria e lo scarto rispetto al secondo candidato, Gadea, fermo al 29%, mi fanno però essere tranquillo sul fatto che il risultato finale è quello giusto. Siamo pragmatici: ragioniamo per assurdo … avesse anche rubato, Ortega, quando può aver rubato … fosse anche il 14% manterrebbe la maggioranza assoluta.
Questo trionfo totale è figlio di tanti fattori, come ovvio per un evento così significativo. Fra i principali la pochezza, inettitudine e confusione dell’opposizione, che non è riuscita a superare le divisioni interne, si presentava nella sua forma teoricamente più contundente con un’alleanza spuria fra liberali e sandinisti dissidenti, con nessuna affinità ideologica/programmatica se non l’anti-orteguismo, e che propinava un ottantenne per guidare una nazione in cui più del 60% ha meno di 24 anni …
La vittoria è pero soprattutto nei meriti del FSLN guidato da Daniel Ortega e da sua moglie Rosario Murillo, che nel tempo sono riusciti a trasformare una forza rivoluzionaria in una forza di governo, e a metterla al centro di un meccanismo perfetto dove trovano il loro posto più congeniale ognuno dei settori cardine della società: l’esercito e la polizia, la Chiesa e la grande impresa. Tutto questo senza perdere il linfatico contatto con la base, con il popolo, quelli che alla fine votano, ai quali il Frente è riuscito a rispondere al meglio, garantendogli stabilità emotiva in quella che è la loro attuale concezione morale rispetto ai temi dell’aborto e dei diritti di donne, omosessuali, e infanzia, e offrendogli nel contempo speranza e considerazione, con misure e programmi efficaci, ed estremamente paganti dal punto di vista comunicativo (tanto che nella campagna elettorale le opposizioni ripetevano in continuazione che non avrebbero toccato nessuna di queste proposte), per andare a rispondere ai bisogni basici della popolazione: salute, educazione, lotta alla povertà, infrastrutture.
Fuori dal sistema rimangono quindi ormai solo vecchi reazionari come Gadea, qualche ex-contras nostalgico dei bei tempi della guerra civile, chi intende la politica come fede calcistica e non tradisce la squadra liberale anche se è andata in serie B, i dissidenti e i purgati dal FSLN, poveri intellettuali e/o idealisti e/o filo statunitensi del Movimento Rinnovatore Sandinista, delle associazioni della società civile, dei movimenti femministi, e dei movimenti per i diritti degli omosessuali.
Il FSLN è una macchina da guerra perfetta e per questo ha sbaragliato tutti gli avversari e oggi ancora più di ieri si erge a unica forza in grado di governare questo paese, con un capitale politico enorme: due nicaraguensi su tre (!) sposano il progetto di Ortega. Progetto che ormai non avrà più ostacolo alcuno se consideriamo che nella passata legislatura con 38 deputati, il Frente aveva in mano solo il 41% del Parlamento, ora che i deputati saranno 59, o giù di lì … vi sarà una maggioranza blindata saldamente sopra il 60%.
Ma torniamo a Stand by me, di cui purtroppo il lavaggio del cervello subliminale notturno ha prodotto che mi sia rimasta in mente la, pessima, versione italiana “pregherò per te” … pregherò per te, che hai la notte nel cuor e se tu lo vorrai crederai, io lo so perché tu la fede non hai, ma se tu lo vorrai … crederai …(se fossi in video qui farei lo sguardo da pazzo …)